Archive | marzo, 2012

Pausa

18 Mar

Da domani sono qui

quindi per circa 10 giorni non aggiornerò PesceRiso.

A presto!

Pruni

15 Mar

Qualche giorno fa è caduta la ricorrenza del terremoto, dello tsunami e del problema con la centrale nucleare di un anno fa. All’inizio avevo pensato di scrivere un post per ricordare quei giorni tremendi e intensi, cercando di analizzare a posteriori quello che è successo, quello che sono riuscito a imparare, le cose che sono mutate. Ma poi ho visto che sui mass media la cosa era già abbastanza abusata, che le celebrazioni servono principalmente ai politici e alle istituzioni, che sui giornali italiani c’era già un gran puzzo di romanzetto pietistico scritto in modo goffo e approssimativo. Quindi niente. Io preferisco vivere come le persone che, qui, guardano avanti e cercano di non farsi spaventare nemmeno dalle saltuarie scosse saltuarie che visitano il Giappone orientale e Tokyo. E poi fra non molto arriverà la primavera, e vuoi mettere il colore e la forma geometrica di rami di pruno?

La misura della città e del tempo

8 Mar

Una scoperta recente: camminare per tornare a casa è bellissimo. Una sera, dopo un pasto leggermente esagerato, ho deciso di rincasare a piedi. Da Shinjuku a casa mia in treno ci si mettono nove minuti. Ma si tratta di otto chilometri, attraverso quartieri molto diversi. Ci ho messo due ore, passeggiando con calma, deviando dalle strade principali, scoprendo volti notturni della città più sorprendente del mondo. Ormai è diventata una necessità: se ho il tempo necessario mi sposto a piedi e faccio una di queste camminatone almeno una volta a settimana.

Nel frattempo sembra che molti scienziati siano d’accordo sulla previsione di un immenso terremoto a Tokyo nei prossimi anni. Sicuramente provocherebbe migliaia di morti e la distruzione di molte zone della città. Ma come si fa a reagire a un pericolo invisibile e così incerto? Mi sembra che la gente, impossibilitata a proteggersi, cerchi di dimenticare la minaccia, facendosi assorbire dalla vita. Ma questa paura corrosiva, sono sicuro, si deposita in qualche angolo del cuore della gente.

L’agrume è asiatico

7 Mar

In inverno gli agrumi spadroneggiano. Mandarini, arance tarocco e altre specie che in Europa non si trovano. Spesso li ricevo in regalo, li compro, li mangio o li vedo sugli alberi, maturi.
Recentemente me li ha regalati un Dio. Mi spiego: sono andato al santuario shinto che si trova dietro casa mia perché la mia ragazza doveva pregare, e vicino all’altare c’era uno scatolone con dei mandarini enormi e una scritta: “prego, prendetene”. Provenivano dall’albero, ancora carico di frutti, nel giardino sacro adiacente. Ora, visto che per pregare al santuario si lasciano i soldi in un cassettone, si potrebbe dire che questi agrumi sono in vendita, ma visto che non c’è un prezzo, a me viene in mente il concetto indiano di prasad. In India si va al tempio dopo aver comperato dolciumi, fiori, frutta, regali per la divinità, glieli si offre e si riceve in cambio un regalo, qualcosa da mangiare, molto spesso dolce, si chiama prasad, offerta. È come essere ospiti: eviti di presentarti a mani vuote, il padrone di casa ti dà da mangiare. Alla fine la religione, quasi ovunque, è una gran comunione.