Archivio | dicembre, 2011

Ultimo del 2011

31 Dic

Oggi finisce un anno abbastanza duro, interessante e faticoso.
Il capodanno in Giappone è la festa più importante, intima, familiare e insieme comunitaria. Somiglia molto al nostro Natale: chi può lo passa con la famiglia mangiando, bevendo e guardando la televisione.
Il primo gennaio è l’unico giorno in cui tantissimi negozi sono chiusi, di conseguenza gli ultimi giorni dell’anno la gente fa scorta di squisitezze da mangiare a casa, e il posto più affollato per questi acquisti è il mercato di Ameyoko, dove di solito faccio la spesa.
Ovviamente quello che tutti vogliono mangiare è il pescato: principalmente salmone, polpo bollito nell’aceto e granchio gigante dell’Hokkaido: tutti prodotti che una volta preparati possono essere consumati anche dopo qualche giorno. A capodanno nessuno ha voglia di cucinare.

In chiusura di questo 2011 vorrei ringraziarvi di aver letto questo blog e ci vediamo nell’anno del drago.

Ridere in giapponese 1 : Cocorico Mirakuru Taipu

22 Dic

Oggi comincia una mini rubrica di Pesceriso, e questa rubrica parla delle cose che mi fanno ridere.

Una aspetto della vita in Giappone che mi soddisfa pienamente è la comicità. Ancora prima di capire la lingua avevo l’impressione che si trattasse di un campo abbastanza estremo. Adesso che non ho problemi di comprensione mi rendo conto che non mi sbagliavo.
Il genere che preferisco, da quando sono bambino, è l’ironia surreale, l’esagerazione che fa partire per la tangente delle situazioni realistiche o verosimili. In questo, secondo me, i comici giapponesi non hanno rivali. Il nonsense spesso compare dove meno me lo aspetterei, ad esempio in pubblicità televisive, in programmi di varietà, e generazioni di comici ci hanno campato e ci campano.
Uno dei gruppi che vorrei proporvi si chiama ココリコミラクルタイプ, ovvero Kokoriko Mirakuru Taipu (ovvero Cocorico Miracle Type, se mai avesse un senso in inglese).
Principalmente si tratta di caricature eseguite su situazioni molto verosimili, molto quotidiane, su personaggi con cui chiunque entra in contatto nella vita di ogni giorno. Non so se per i non parlanti giapponese risulti divertente, ma mi interesserebbe avere le vostre impressioni.

Qui una ragazza scopre di essere tradita e adotta la tecnica di rifiutare la realtà dei fatti

Qui due donne sono invitate a cena da due vitelloni e mentre una è stagionata e acida, l’altra è espertissima nell’arte di intortare gli uomini e di farsi odiare dalla di cui sopra

Qui c’è il punto di vista di un maschio nei confronti di due tipi diversi di donna

Insulti in dialetto

Una fidanzata con tendenze sadiche

Disaji

20 Dic

Sabato scorso, l’ultimo treno shinkansen della sera da Osaka a Tokyo si è fermato all’improvviso. Qualche guasto al sistema elettrico, pare. I circa 200 passeggeri sono rimasti bloccati tutta la notte dentro le carrozze e sono arrivati a destinazione con 5 ore di ritardo, all’alba del giorno dopo. Yuki era a bordo e pare che all’arrivo non ci fossero né generi di conforto né taxi pagati o pronti. L’unica cosa che hanno ricevuto è stata la metà del prezzo del biglietto in contanti, così.
Vale consolarsi quando si sentono queste cose?

He was lonely, so lonely

19 Dic

Oggi pomeriggio mentre passeggiavo sono apparsi degli strilloni del giornale che non strillavano, ma distribuivano gratuitamente fogli singoli con una sola notizia: Kim Jong Il è morto. Tutti i passanti li prendevano e si meravigliavano in silenzio.
È finita l’era del dittatore allucinante, della bestia nera dei giapponesi? Non si sa, vedremo.

Un dicembre

15 Dic

Dentice

Pascolare le crape a Shibuya, come ogni sabato pomeriggio

Il caldo, ma soprattutto l’umido sembra che non ci sia mai stato, qui. Giornate invernali abbaglianti e secchissime, la pelle tira sul viso, le labbra si spezzano. È dicembre, e la città di Tokyo scivola lentamente nella confusione, nell’anarchia festaiola, tutti dicono addio all’anno incontrandosi, bevendo, facendo festa fino a quando si trascinano in qualche modo sull’ultimo treno che li stritola in vagoni sovraccarichi, li ingolla e li vomita alla stazione giusta o al capolinea, se non si sono addormentati nel tepore vigliacco. Anche io festeggio, socializzo e conosco persone simpatiche, compagni di una sera di bevute e che magari non rivedrò mai più o forse diventeranno miei amici, ma ormai nel 2012. C’è stata una eclissi totale di luna, e dal locale in cui eravamo abbiamo fatto dentro e fuori per guardare il cielo tersissimo, immobile, che arrossava il bianco poco a poco. Sono pronto per non tornare in Italia a Natale.

Eclissi ad Akasaka

Momigi

Consequenzialità addio

8 Dic

Sembra un esercizio inutile, un tiro a segno su bersagli troppo vulnerabili, ma un atteggiamento è sbagliato anche se rivolto a fatti di secondo piano, e crea un’abitudine pessima: l’abitudine al falso. In particolare, un falso che contemporaneamente fa leva e alimenta paure, stereotipi e ignoranza.

Due fatti avvenuti recentemente in Giappone:
1) il conduttore di un programma televisivo si ammala di leucemia. È purtroppo una delle tante vittime di questa malattia. Ora, nei mesi successivi all’incidente di Fukushima, il signor Otsuka aveva mangiato in diretta dei prodotti dei campi vicini alla centrale, nella speranza di arginare l’effetto di terrore scatenato dalle radiazioni. Sembra che il collegamento tra le due cose sia stato fatto per primo da un sito coreano, poi la notizia è stata ripresa dalle agenzie europee e ovviamente la stampa italiana ci si è buttata. Troppo allettante il titolo “presentatore con la leucemia: aveva mangiato il riso di Fukushima”. Niente pareri di medici, ricercatori, gente titolata a fare ipotesi o trarre conclusioni. Anzi, c’è l’ipocrisia di lasciare ai lettori la possibilità di tirare le somme, fare da soli uno più uno.
Qui c’è una cosa a riguardo.
su una strada statale si verifica un tamponamento a catena in cui sono coinvolte una dozzina di auto costosissime tra cui otto Ferrari. In Giappone la domenica è il momento giusto per godersi e scoattare con le auto che si possiedono, e guidarle possibilmente insieme ai compagni di passione. Ma per alcune testate italiane non è abbastanza: bisogna suggerire la pista delle corse clandestine.
Secondo me l’etica del dare le notizie sta anche nelle piccole cose.
A proposito di fatti, questo video, pur nella freddezza dei numeri mi ha scosso.
http://www.youtube.com/watch?v=QGH08OyQXg4&list=FLiQemnehkHAT7vfUCXgH0tQ&feature=mh_lolz

Doppio suicidio

6 Dic

Domenica sono andato a vedere il Bunraku al teatro nazionale di Tokyo. Si tratta di uno spettacolo in cui i personaggi sono rappresentati da marionette manovrate da tre persone contemporaneamente. È la forma teatrale che ho messo molto tempo a capire, perché non riesco a immedesimarmi in dei pupazzi; mi succede un po’ anche con i cartoni animati. L’altro giorno però ho capito molte cose che mi erano sfuggite: innanzitutto la parte principale dello spettacolo è la narrazione, fatta di voce e shamisen, uno strumento a corde. Il racconto è recitato dall’attore, mentre il musicista al suo fianco crea dei commenti musicali che adattano la linea melodica al sentimento dei personaggi. A pensarci bene una combinazione piuttosto moderna, che mi ha fatto pensare a Pierino e il lupo. Le bambole, che servono ad accentuare il racconto, sono ipertrofiche per quanto riguarda l’espressività dei movimenti. Grazie ad amicizie speciali, sono stato invitato nel camerino dei burattinai prima della rappresentazione e ho potuto toccare, manovrare, far recitare le bambole.
La storia è romanticissima: una coppia di amanti sfortunati decide che l’unico modo per ottenere la felicità è suicidarsi insieme, dopo essersi legati con un nastro di tessuto in modo da essere uniti per sempre. Suona truculento, ma è un finale classico nei drammi giapponesi e si chiama con un termine specifico shinjyuu.