Archivio | maggio, 2013

Aggiornamento su Kyari Pamyu Pamyu

18 Mag

Vi ricordate quella cantante sbarazzina che disquisiva sulle ciglia finte?
È uscito il suo pezzo più recente, questo
https://www.youtube.com/watch?v=jcIOg_m-bp4&feature=player_embedded

Qualche settimana fa avevo sentito che si sarebbe trattato di una cosa mescolata col dubstep, e mi ero incuriosito, poteva essere interessante. Invece alla fine di dubstep c’è solo un piccolissimo inserto di pochi secondi, tutto il resto è una cosa sul genere musica che piace agli smanettoni che amano le Perfume, vanno ad Akiba a comprare i pezzi per il computer, se lo costruiscono da soli, lo usano per commentare i video su niconicodouga e poi vanno al Mogra ad ascoltare la musica mentre armeggiano con smartphone e tablet. Scusate i riferimenti forse un po’ esclusivi, ma insomma è un universo prettamente giapponese, anzi forse solo di Tokyo. A voi piace Kyari?

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Senza sbanfare, grazie

14 Mag

È già passata più di una settimana da quando è finita, ma mi piace ricordare la golden week, il periodo più vacanziero del Giappone, che cade all’inizio di maggio. In teoria molti se ne dovrebbero andare in vacanza, ma in pratica quasi tutti restano e, meraviglia, Tokyo fiorisce di eventi, cose da fare, attività da seguire. Quest’anno hanno inaugurato un palazzone vicino casa mia. Tendenzialmente non sarei favorevole all’incremento di costruzioni, ma il gioco di spazi all’aperto, piazzette, slarchi e cascatelle mi ha convinto. E poi hanno fatto un festival di jazz: tre giorni tra cantanti, musicisti solisti e big band. Gratis. Era ora, Tokyo! Finalmente l’aria tiepida, le birre fresche all’aperto, un’atmosfera di vacanza in città.

E poi c’è stata la sagra del Tibet, a Gokokuji. Ci sono andato solo un paio di sere, ma mi sono trovato in una situazione molto rara per questa città. Un palco davanti a un tempio buddhista, nel buio, i posti a sedere gratuiti, una vibrazione particolare, dei proiettori enormi che sparavano dei mandala digitali cangianti sulle pareti e sul tetto del tempio e sulla pagoda a fianco mentre i musicisti suonavano. Quando sono andato io c’era un violista solista e poi un chitarrista che con effetti vari faceva musica elettronica mentre un danzatore in kimono e hakama bianchi ballava il buyou. Uno spettacolo che a sentirlo così sembra camminare sul filo del vaffa, ma che visto in quella situazione ha spaccato. Era ora, Tokyo!

qui la galleria con le foto

Questa non si apre, roviniamogliela a sfregio

4 Mag

La notizia l’avevo scorsa sui giornali on-line, ma non ci avevo dato troppo peso. L’avevo contrassegnata con un “mado’ che schifo” mentale ed ero scivolato su altri temi. Ma poco fa, tornando a casa in treno ho visto le news sui monitor che ci sono sopra le uscite, quelli che fanno vedere le immagini con il commento solo scritto. E c’era questa questione dei bagagli che in vari aeroporti italiani vengono aperti e alleggeriti con furti commessi dagli impiegati allo smistamento.

In quel momento mi sono reso conto quanto orrifica può risultare l’idea a un giapponese. Rischiare di essere derubati ancor prima di atterrare è sicuramente un incubo per chiunque, ma per la mentalità di queste parti è quasi inverosimile, talmente tanti sono i tabù che infrangerebbe.

Per prima cosa la serietà sul lavoro, sacra sia nei confronti dei superiori che dei colleghi, poi la cura nel trattare i clienti e la loro soddisfazione, punto di onore per qualsiasi azienda giapponese. Insomma non potrei biasimare chi, una volta appresa la notizia, decidesse di lasciar perdere una volta per tutte un viaggio nel nostro paese. Questo danno di immagine chi lo ripagherà?