Archivio | maggio, 2012

Propagazione?

29 Mag

 Per una assurda e infausta corrispondenza, in una sola giornata il terremoto ha colpito il posto in cui mi trovo e il mio paese di origine. Gli abitanti di Tokyo sono stati svegliati alle 2 di notte da una scossa piuttosto forte, anche per chi ci è abituato. E poi, quando si è fatta mattina in Italia, una botta ancora nella pianura padana.

In questi anni passati in Giappone penso di aver capito che anche l’Italia è un paese molto sismico, in cui le scosse sono meno frequenti, forse, ma altrettanto forti. È questo il problema, forse. I terremoti memorabili vengono a distanza di generazioni, e la coscienza delle scosse si perde nel passaggio tra nonni e nipoti. Anche io sono nato dopo il terremoto disastroso della mia regione, il Friuli, e per tutti i miei coetanei, se venisse ancora, sarebbe un evento nuovo, inaspettato. Invece bisognerebbe sempre vivere nella coscienza che la terra non è immobile, che gli edifici vanno costruiti con responsabilità, sempre e ovunque. Non so se con la potenza dei media questa consapevolezza si sia avvicinata, è probabile, ma è anche vero che il terremoto o lo hai provato o non hai idea degli effetti devastanti che porta.

Spero che anche in Italia questa emergenza possa far maturare una sensibilità nuova, perché i danni del terremoto si arginano con l’organizzazione, il sangue freddo, la prevenzione, e il rispetto del prossimo. Comunque, in bocca al lupo a tutte le persone colpite da danni o minacciate dalla paura. Non mollate.

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LINK 11

25 Mag

Conoscete la rivista “LINK idee per la televisione” ?

Io non ne sapevo niente prima che mi contattasse la sua redazione e mi proponesse di scrivere per loro. Oltre a dei contenuti interessanti, può vantare gentilezza e serietà a un livello veramente raro tra chi fa questo mestiere in Italia.

Insomma nel numero 11, ora in vendita, c’è una cosa che ho scritto io, si parla di pagamenti elettronici col telefonino. Sono contento perché sullo stesso numero ci sono articoli di persone che ho sempre stimato, e insomma fa piacere. Se vi capita di leggerlo, fatemi sapere che ne pensate.

Peana per le scarpe defunte

22 Mag

Care scarpe,

vi ho comprate per le partite di calcetto. Quante ne abbiamo fatte insieme, indoor e outdoor, e quante ne abbiamo perse! Siete venute con me in molti paesi, avete visto il Mekong e la polvere dell’India. Adesso siete tutte rotte e bucate, vi ho tenuto nell’armadio senza calzarvi, sperando di potervi fare un funerale vikingo sul fiume Kanda, ma c’è il rischio che mi arrestino quindi salutatemi la discarica di Tokyo.

Eclissi anulare

21 Mag

Stamattina dopo le 7 la luna si è interposta tra il sole e Tokyo e abbiamo visto l’eclissi, anche se il cielo era ora nuvoloso. L’eclissi di sole dà una sensazione strana, la luce che non corrisponde a nessun orario del giorno, la temperatura che scende improvvisamente, c’è un’aria strana, inquieta che mette quasi a disagio. Alcuni passano incuranti, altri sono completamente galvanizzati dall’evento, e dopo poco tutto ricomincia a fluire normalmente. Ciao luna che copre il sole, ti vedranno i miei discendenti la prossima volta.


Seediq Bale, i guerrieri dell’arcobaleno

16 Mag

È un film taiwanese lunghissimo, due parti per una durata complessiva di 276 minuti. È un kolossal -usiamolo questo termine- e presenta alcuni fatti storici avvenuti negli anni ’30, durante la dominazione giapponese dell’isola di Formosa. Prima che ci arrivassero i cinesi, Taiwan era abitata da popolazioni di ceppo Austronesiano, abitanti dei boschi, cacciatori di animali e di teste dei clan rivali. L’impero del sol levante, appena ha potuto, si è preso l’incarico di civilizzare questi barbari e nel processo ha dovuto affrontare l’opposizione violenta di alcune sacche di ribelli. Uno di questi scontri, l’”incidente” di Wushe, è lo scenario in cui si intrecciano le trame del film.

PARENTESI LINGUISTICA:
Il fatto che una ribellione venga chiamata “incidente” è una ingiustizia tremenda perché strisciante. Svela l’intenzione di presentare l’annientamento di un popolo come un processo inevitabile e progressivo, mentre è di fatto uno stupro perpetrato verso la cultura, le risorse e la dignità di un gruppo di persone.

Il film è violento, perché presenta dei fatti reali che sono stati violenti. La ricostruzione è fedele, c’è la possibilità di ascoltare la lingua degli aborigeni che, filologicamente corretta o meno, suona accattivante. L’attore principale non è un professionista, come molti degli interpreti secondari, ma tutti rientrano nella credibilità. Ci sono, secondo me, delle sbavature, delle cadute di stile registiche, ma nel complesso il film si segue bene, a parte alcune fasi della seconda parte che sono lente e stiracchiate.
È un film di quelli eroici, che tocca temi come il dominio, il colonialismo, l’assimilazione dei vinti, la resistenza e l’orgoglio, ma riesce a evitare di cadere nella retorica da quattro soldi.
Sarei molto contento che fosse distribuito e guardato in Giappone, ma ho l’impressione che questo non avverrà. Mi sembra già di sentire gli estremisti di destra frignare sostenendo che è l’opera di stranieri con l’obiettivo di far passare il Giappone per il cattivo dell’Asia. Per noi che siamo oltre queste beghe, è un film da vedere.

Il segreto del parco di Hibiya

8 Mag

Domenica vado in un parco, pensando di leggere un libro nel verde, sotto il sole, ma non ce la farò, è destino. C’è vociare, movimento, colori, sembra una manifestazione, mi avvicino e scopro che è un incontro di gente in maschera. Si tratta di cosplayer, un raduno? Ora, contrariamente a quello che si potrebbe immaginare, gli appassionati giapponesi di sottocultura -in una parola gli otaku- sono delle persone molto aperte, allegre e pronte alla chiacchiera. Chiedo informazioni e scopro che sta per cominciare il concerto di una cantante che si chiama Nakagawa Shoko, detta Shokotan. Perché il pubblico è tutto en travesti? Perché a lei piacciono i travestimenti, è un omaggio ai suoi gusti: questo significa essere fans. La situazione è, per me, surreale come se mi trovassi in un carnevale fuori stagione. L’atmosfera è molto allegra, tutti sono felicissimi di esserci, di fotografarsi, di conoscere altri appassionati di Shokotan e di travestimenti. Faccio alcune foto con la mia e con altre macchine fotografiche, chiacchiero con dei personaggi molto comunicativi che mi offrono dei biscotti, riprendo la bici e ritorno alla realtà, pronto a scoprire altre realtà parallele quando meno me l’aspetto.

THERMAE ROMAE il film

7 Mag

Ieri l’ho visto. È il film tratto da questo fumetto di cui avevo letto solo il primo albo.
Ho passato un’ora e mezza di divertimento, il film è una specie di canovaccio la cui idea principale permette una serie di gag leggere basate sullo shock causato dai salti nel tempo e nello spazio. La cosa veramente interessante è il tema principale: l’amore per i bagni pubblici nella Roma antica e nel Giappone moderno. Tutto il resto va preso un po’ così, come un divertimento senza troppe pretese.
Non vi consiglio di guardarlo se:
se vi aspettate una storia consequenziale, se non riuscite a prescindere dalla recitazione credibile (Hiroshi Abe e Aya Ueto sono belli sullo schermo, ma il loro talento finisce lì)
se volete sentire parlare in latino con un accento non ridicolissimo
se non sopportate le storie d’amore appiccicate alla bell’e meglio.