La misura della città e del tempo

8 Mar

Una scoperta recente: camminare per tornare a casa è bellissimo. Una sera, dopo un pasto leggermente esagerato, ho deciso di rincasare a piedi. Da Shinjuku a casa mia in treno ci si mettono nove minuti. Ma si tratta di otto chilometri, attraverso quartieri molto diversi. Ci ho messo due ore, passeggiando con calma, deviando dalle strade principali, scoprendo volti notturni della città più sorprendente del mondo. Ormai è diventata una necessità: se ho il tempo necessario mi sposto a piedi e faccio una di queste camminatone almeno una volta a settimana.

Nel frattempo sembra che molti scienziati siano d’accordo sulla previsione di un immenso terremoto a Tokyo nei prossimi anni. Sicuramente provocherebbe migliaia di morti e la distruzione di molte zone della città. Ma come si fa a reagire a un pericolo invisibile e così incerto? Mi sembra che la gente, impossibilitata a proteggersi, cerchi di dimenticare la minaccia, facendosi assorbire dalla vita. Ma questa paura corrosiva, sono sicuro, si deposita in qualche angolo del cuore della gente.

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2 Risposte to “La misura della città e del tempo”

  1. Alessandra 8 marzo 2012 a 08:14 #

    È vero, è bellissimo camminare per tornare a casa.
    E per quanto riguarda la paura io credo sia esattamente come la descrivi tu, come al solito, con sobrietà.

  2. e. 11 marzo 2012 a 14:00 #

    Instead of committing suicide, people go to work. (cit.)

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