Archivio | aprile, 2012

Corea Impopolare

26 Apr

Abitare in estremo oriente permette di avere un’esposizione maggiore alle notizie e alla politica in Asia. Da parecchio tempo provo un interesse acuto per le vicende della Corea del Nord; amando la metà meridionale di quel paese trovo struggente la situazione in cui si trova: un paese diviso a metà dalla frontiera più spaventosa e aspra del mondo. Non sono mai andato nella Repubblica Democratica Popolare, la Corea del Nord, e le informazioni che ho sono quelle che può raccogliere chiunque da mass media, libri e internet. Però c’è qualcosa che mi disturba in come questo paese è presentato nella sua globalità: un coacervo di mostruosità disumane. La vulgata ci parla degli eccessi della famiglia dei leader, delle carestie, delle adunate modellate sul culto della personalità, le minacce atomiche isteriche a tutto il mondo, del lavaggio del cervello inflitto alla popolazione. Di certo non è un posto facile da interpretare, ma quanti conoscono la sfortunata storia della Corea, sezionata a tavolino e senza essere consultata dopo la guerra, della presenza coloniale costante di stranieri, dei massacri perpetrati lì da tutti, per ultimi dagli statunitensi?
Ma mi sto dilungando. Volevo solo parlare del pericolo di ridurre a macchietta grottesca un popolo. Un antidoto potrebbe essere la visione di questo documentario del 2002: A STATE OF MIND
È stato realizzato per la BBC e contiene uno sguardo inedito sulla Corea del Nord, concesso a degli occidentali probabilmente per sbaglio e mi è piaciuto perché parla di persone, di sogni, speranze, problemi, umanità, e non di mostri incomprensibili. Non parlo bene il coreano, ma ho amato molto il fatto che la ragazzina protagonista del documentario usi sempre il registro formale in modo irreprensibile.

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Ovviamente buon 25.IV!

25 Apr

Oggi mi sono accorto che non scrivo su questo blog da molto. Ho avuto da fare, ho ricevuto la coppia di una coppia attempata che porta il mio stesso cognome, e ci siamo goduti un po’ di Giappone insieme.
Pare che si possa dire senza paura che è arrivata la primavera, e tutto quello che se ne stava nascosto dal freddo, dalla pioggia, dal cielo grigio, esce e splende: colori, fiori, cielo, panni stesi e futon, il vociare, le ragazze. Bisogna godere ogni minuto di questo intervallo perché fra poco comincia la stagione umida, il regno della muffa.

ciliegi in fiore

10 Apr

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Poi un giorno sono fioriti, e ho deciso di fare l’hanami, la festa all’aperto sotto i ciliegi. Solito posto, parco di Ueno, il posto più bello del mondo in quei giorni.
Ormai la passione con cui attendo questo momento è fuori controllo, mi piace tutto: andare a prendere il posto la mattina presto, aspettare socializzando con gli altri màrtiri, bere birra e sake dalle ore antimeridiane, mangiare le leccornie che hanno preparato gli invitati, vedere gli amici, tutti o quasi, in una volta sola, farli incontrare e bere insieme.
Tutto si è svolto ottimamente, di quest’anno ricorderò la chitarra molesta con repertorio di canzoni triestine, poi i soliti buontemponi che tirano fuori i canti da osteria, quelli numerati per intendersi, la televisione giapponese che ci viene a intervistare e facciamo le figure, il ramen conclusivo e poi il secondo giorno, sempre lì, con un amico friulano che ha portato un classico: le fartae cul sclopìt, e il non plus ultra della nouvelle cousine furlane: il rotolo di spinaci.
Tutta Tokyo è avvolta da una bellezza insopportabile, con voli di petali che sciamano ovunque, passeggiando sui marciapiedi o correndo in vespa per le strade incorniciati da petali, mentre con il lunedì (che sarebbe anche pasquetta) si torna al lavoro.

In attesa tempestosa

3 Apr

Certe cose si capiscono solo se ti ci immergi, se ci vai e, magari, ci vivi.
Molti forse non afferrano completamente il valore che ha, per i giapponesi, la visione dei ciliegi in fiore.

Oggi è arrivato, come previsto, un uragano con venti a 200 Km/h, pioggia torrenziale, masserizie fatte volare per tutta la città, palazzi che si flettono, uffici chiusi, cielo apocalittico, rumori inquietanti, danni agli edifici, treni fermi e altre amenità del genere. Un evento come questo, pure nella sua forza straordinaria, è normale, prevedibile nel paese in cui vivo. In Giappone la forza della natura ha quasi sempre un atteggiamento mostruoso, che siano tifoni, terremoti, maremoti o le temperature sfiancanti. Una bella giornata di sole terso è un dono raro, un tramonto limpido è preziosissimo, e la fioritura è una promessa mantenuta, nonostante tutto, dalle stagioni.
Ecco che cosa è per me e per altri 120 milioni di persone questa esplosione di fiori che, se non se li è portati via il vento, dovrebbe arrivare questa settimana.

Quello che ho imparato in Thailandia questo marzo (alcune cose le sospettavo già)

1 Apr

1. I posti facili da raggiungere non sono mai belli. Tutt’al più lo sono stati. Non è possibile godersi il mare, la natura, un’atmosfera rilassata se vicino c’è un aeroporto o uno snodo ben collegato al resto del mondo
2. Tutti dovrebbero, a un cero punto, passare del tempo con la natura. Soprattutto chi vive a Tokyo. La natura in tutte le sue sfaccettature pazzerelle, con la seccatura delle zanzare e degli altri insetti. Ma stare in riva al mare, in una spiaggia deserta, di notte sotto le stelle divampanti con rumori di mare, vento che muove la giungla.
3. Il problema del mio rapporto con le scimmie è tutt’altro che risolto.
Dopo i traumi di giovinezza in India e il mio conseguente odio per queste bestie, salta fuori che la colpa del loro carattere è il comportamento degli umani che danno loro del cibo. I primati, che ormai lo ritengono un diritto acquisito, diventano aggressivi se non lo ricevono, e in fretta.
Se andate in un posto in cui vivono le scimmie, per favore non nutritele, mi avrete fatto un gran favore personale.
4. Tornare in un posto senza spiagge, senza frutta ottima ed economica, senza dieci gradi in più sul termometro, potrebbe demoralizzare
Il modo in cui si prepara il pollo nell’Asia sud-orientale dovrebbe essere considerato patrimonio mondiale dell’umanità.