Arrivederci Tokyo, mata ne

15 Mar

Esco di casa, con i bagagli che non so se sono per due-tre giorni a Kyoto, una settimana in Italia o è il trasloco definitivo dal paese in cui sono residente da 7 anni. Ogni opzione è probabile, mi sembra. Alla stazione centrale di Tokyo c’è pochissima gente, ma che pare non curarsi affatto delle minacce che arrivano dalla terra e dall’aria, solo il numero di mascherine è più alto del solito, mi pare. E poi vedo delle scene che mi portano quasi un nodo in gola. Gruppi di salaryman in abito scuro, mezzi ubriachi, tornano a casa, si salutano alla stazione e salgono sul treno. Dopo una bevuta con i colleghi, dopo il lavoro straordinario, dopo un’intera giornata in ufficio.
Questa è Edo, la capitale del Giappone: un posto dove la gente ha in spregio la vita perché la ama troppo, tanto da non rinunciare a viverla anche durante un allarme nucleare. Mi sento orgoglioso di abitare qui. Non esiste un posto come questo, almeno io non ne ho visti finora.
Io e Yuki prendiamo l’autobus notturno che parte alle 23:10, alle 22:58 c’è un terremoto del grado 6 a Shizuoka, la zona del monte Fuji. Non c’è ancora tregua. Probabilmente l’arrivo a Kyoto ritarderà di qualche ora, dice l’autista che ha un accento settentrionale. Mi viene da chiedergli se abbia subito lutti, ma lascio perdere. La strada è vuota, invece, arriviamo a Kyoto in orario, quasi in anticipo. Adesso si tratta di organizzare il ritorno in patria, non sembra facile. Per niente.

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3 Risposte to “Arrivederci Tokyo, mata ne”

  1. c. 15 marzo 2011 a 23:45 #

    mh… io non riuscirei a scrivere tutto questo.
    Sono giorni che provo una profonda mestizia per quanto sta accadendo.
    Fate buon viaggio…

  2. Rena 15 marzo 2011 a 23:54 #

    .. comunque sia buon viaggio. Tu che sei un vero cittadino del mondo, che mi ricordi i viaggiatori di fine ‘800, ‘tu vas rejoindre un nouveau destin’, dovunque e comunque.
    I Giapponesi sono ammirevoli, dignitosi, forti, profondi e ce la faranno, perché sono persone davvero notevoli.
    Buona fortuna e Sayonara !
    Rena
    :o)

  3. Alessandro 16 marzo 2011 a 06:51 #

    ….Sono le persone come te che rendono orgoslioso il nostro Fiero Popolo,che nel corso dei secoli, si è imbastardito divenendo la triste ombra di quel che era….
    Credo che TU come pochi altri amici e conoscenti residenti in giappone, nonostante le vostre considerazioni poco buone nei confronti di voi stessi, siate anche l’indiretta dimostrazione della grandezza del popolo giapponese, la testimonianza di quanto loro vi abbiano dato…TI direi di resistere, di contribuire all’equilibrio sociale di questo paese così vessato da catastrofi naturali e non, con la forza che solo noi italiani sappiamo trovare nei momenti più duri….Ma ti consiglio, allo stesso modo di come consigliai a me stesso nel 2005 residente a Londra nel periodo degli attentati, di recuperare energie a Kyoto o in Italia, per tutto il tempo che vuoi. Tuttavia, se posso permettermi di dirlo, non abbandonare il tuo sogno, il tuo percorso. Per adesso applica un “epochè” per dirla alla maniera dei greci…sospendi il pensiero senza trarre conclusioni affrettate su dite, sul futuro in un momento di scarsa lucidità intellettuale….aspetta momenti migliori.
    Da al tuo spirito ferito il tempo di riconciliarsi….
    Rifocilla l’anima….

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