Tu sei l’impero dell’armonia

9 Gen

Tu sei l’impero dell’armonia

Sono stato in vacanza in Italia in occasione delle festività. È bello mangiare e festeggiare con la famiglia, bere con gli amici, e quest’anno ho pensato di portare anche Yuki. Non credo che sia stato facile per lei affrontare lo shock di un tuffo in una famiglia tipicamente meridionale durante il SS. Natale a Napoli e poi le riunioni tra amici nella campagna friulana. Per me è stato istruttivo vedere le realtà a cui sono abituato con occhi nuovi, vergini.

Queste, comunque, sono alcune delle sue impressioni raccolte durante il viaggio.

  • I fari delle automobili sono sempre accesi, anche di giorno. Ma perché? Non è uno spreco?
  • Ci sono troppe strade a senso unico, mancano i parcheggi multipiano perché rovinano il paesaggio della città, ma il risultato è che le strade sono piene di macchine.
  • La benzina costa tantissimo! Ma quanto è tassata?
  • A Napoli i marciapiedi sono costellati di cacche di cane. Alla gente non interessa se lo spazio pubblico è lurido, anche se si trova di fronte a casa propria, ma basta entrare in un giardino privato e si vede una pulizia scintillante. E se si pesta una cacca per strada e si entra in casa con le scarpe sporche?
  • Napoli è un coro di clacson e la guida è folle, i motorini che sbucano da ogni parte fanno paura. Se uno può guidare a Napoli, può farlo in ogni parte del mondo.
  • Natale non è un’occasione da passare col fidanzato: specialmente nel sud ognuno passa le feste con la propria famiglia.
  • A capodanno c’è un casino pazzesco, la gente scoppia petardi, fuma, beve e ci sono anche persone che muoiono perché fanno scoppiare vere e proprie bombe. La differenza con il capodanno giapponese, il silenzio intervallato dalla campana del tempio, è enorme.
  • Tutta la roba che si usa a capodanno si butta per strada (forse per il concetto di liberarsi delle cose vecchie prima di cominciare l’anno nuovo). Ma non è pericoloso gettare in terra le bottiglie vuote rotte?
  • Si passa il capodanno a casa e nessuno lavora, quindi i negozi aperti di solito sono di stranieri.
  • Il primo gennaio è tutto chiuso. E se uno deve comprare il biglietto dell’autobus come fa? Almeno i tabaccai potrebbero aprire…
  • In Italia si mangia un sacco di pasta e insieme il pane. È un’orgia di carboidrati che per me non va bene.
  • Anche le persone magre mangiano molto. Se uno ingrassa non lo si nota dalla faccia. Sono molto invidiosa di questo!
  • Venezia è una città dai prezzi esageratamente alti. Capisco che è patrimonio mondiale, ma mi pare che si esageri…
  • Agli uomini italiani piacciono le ragazze in carne e amano molto il sedere. In questo Italia e Giappone sono completamente all’opposto.
  • Tutti gli appuntamenti sono approssimativi, io invece non sopporto un cambio di programma improvviso.
  • I morti si seppelliscono, i cimiteri sono fuori dal centro perché fanno paura. Ma se i morti sono spaventosi non potreste cremare i corpi? Non capisco l’inumazione…
  • Per fare la spesa si porta la borsa da casa. Ma più che per un motivo ecologico è perché i sacchetti di plastica al supermercato si pagano, così come l’acqua al ristorante. Si paga tutto ed è quasi un miracolo che lo zucchero al bar sia gratis. Mi sono accorta di quante cose gratis ci sono in Giappone.
  • La gente di Udine dopo il brindisi batte il bicchiere sul tavolo. Ma perché?
  • Ai friulani piace il vino. Da morire. In effetti il vino friulano è eccellente.
  • Il vino e il caffè sono economicissimi! Anche bevendone tutto il giorno non si spende niente. In Giappone un bicchiere di vino costa 500yen (5 euro), al ristorante anche 1000, il caffè 300 e in un posto elegante anche più di 1000. Se lo sapessero gli italiani gli verrebbe un colpo.
  • Usare la banca costa: si paga per aprire un conto, per chiuderlo, per tutti i servizi, per le tasse. Non riesco a capire perché nessuno cambi questa situazione.
  • Quasi sempre le macchinette per fare i biglietti alla stazione sono rotte. Perché non le riparano?
  • Anche il treno veloce tipo shinkansen si ferma e ritarda.
  • Il mercato del pesce puzza come in Tailandia. Il pesce non è refrigerato ma esposto all’aria aperta. Nonostante questo nessuno si becca un’infezione?
  • Non c’è la cultura del pesce crudo. In un ristorante ho provato dei gamberoni crudi ma sapevano di pesce andato a male. Se si usasse il metodo giapponese di trattarlo si potrebbero fare buoni affari, credo.
  • Non c’è la cultura delle mascherine per naso e bocca. Quando me la metto la gente si spaventa. Ma gli italiani non prendono l’influenza o i virus? Mi sa che le difese immunitarie giapponesi sono troppo deboli…
  • Per essere un paese sviluppato c’è troppo accattonaggio e tantissimi furti. Per noi giapponesi che siamo un po’ tonti è veramente insidioso. Basti dire che a Tokyo mi è capitato di dimenticare il portafogli sul tavolo di un ristorante e l’ho ritrovato…
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15 Risposte to “Tu sei l’impero dell’armonia”

  1. trasferelli 9 gennaio 2013 a 09:52 #

    Sono d’accordo praticamente su tutto tranne i fari delle automobili: tenerli accesi anche di giorno rende visibili più facilmente la tua e le altre macchine e di conseguenza aumenta la sicurezza. Io credo sia un’ottima cosa, soprattutto sulla strade a scorrimento veloce come le statali o superstrade.
    Aggiungo una domanda, per curiosità mia più che altro. Parli dell’Italia da straniero… non so da quanto non tornassi, ma non sei cresciuto qui? Se sì, è cambiato così tanto in una manciata di anni? Quando te ne sei andato il capodanno era silenzioso e i marciapiedi intonsi? 🙂

    • trasferelli 9 gennaio 2013 a 15:00 #

      Vabbè non ce la posso fare, ho capito ora che le osservazioni non erano tue… 🙂

  2. storiediunadonna 9 gennaio 2013 a 10:14 #

    E’ ovvio che Napoli sia decisamente “originale” per un nipponico/a, che il pesce al mercato puzza ecc…. tuttavia, non so se sia peggio l’odore del pesce o il fatto che il governo giapponese abbia predisposto la costruzione di altre centrali con i danni che già hanno provocato gli incidenti di fukushima.

    .

  3. gabu 9 gennaio 2013 a 11:24 #

    Ad ogni modo, meglio i cimiteri fuori dalle città circondati dai motorini che sfrecciano sulle cacche di cane che sushi di ragazzina viva servito su tranci di balena da macchinette automatiche nucleari con i danni che hanno creato gli incidenti delle Senkaku Shotō. Casco allacciato e luci accese anche di giorno! g

  4. Totentanz 9 gennaio 2013 a 11:29 #

    Simpatico elenco di osservazioni. Alcune sono constatazioni di problemi oggettivi che anche noi riconosciamo (Venezia è cara, le strade di Napoli sono costellate di cacche ecc.), altre sono differenze culturali che immagino che a Yuki siano state spiegate.
    Mi sono spesso chiesto perché una precauzione come la mascherina per non diffondere virus non sia stata imitata in occidente. Se uno ci pensa, è una grande forma di rispetto per il prossimo. Vivo in Germania dove, se uno è raffreddato, viene espressamente invitato da capo e colleghi a non presentarsi al lavoro per non infettare l’intero ufficio. Qui mi sono così abituato ad evitare il contatto fisico (strette di mano ecc.) con persone visibilmente raffreddate che, quando scendo a Napoli e faccio lo stesso ed evito il rituale doppio bacetto dei convenevoli, mi si guarda come a un paranoico esagerato.
    Comunque l’anno scorso ho portato una mia amica giapponese in visita a Napoli. La portai a mangiare la zuppa di cozze e altro pesce da Corrado a Via Foria, e lei ne fu entusiasta. Riconosco però la possibilità che fosse tutta una pantomima dovuta alla loro fissa per le buone maniere e per il tatto.

  5. samsa 10 gennaio 2013 a 01:03 #

    Bella lista!
    Purtroppo, nonostante sia nato e cresciuto a udine (vivo a tokyo da 2 anni), non so perché battiamo il bicchiere sul tavolo! Devo informarmi! Complimenti per il tuo blog!
    Mandi!

  6. Jonathan 10 gennaio 2013 a 08:08 #

    Quella dei cimiteri fuori dalle città perché i morti fanno paura dove l’ha sentita? È semplicemente una tradizione che deriva da una legge napoleonica creata per evitare la diffusione di malattie. Inoltre un cimitero fuori città ha più possibilità di essere ampliato, se necessario, e di essere un luogo quieto. E comunque adesso tanti cimiteri sono in città perché sono rimasti dove erano in passato, ma le città gli sono cresciute attorno.

  7. anr102 10 gennaio 2013 a 15:35 #

    A Fla quella dell’acqua che si paga non te la passo. In Giappone è esattamente la stessa cosa. Se a Tokyo prendi dell’acqua naturale o gassata in bottiglia la paghi? Si. Come in Italia (non parlo di prezzi). Se in Italia vuoi l’acqua del rubinetto la paghi? No. Come in Giappone.
    Io ogni volta che ho chiesto acqua del rubinetto in Italia l’ho sempra avuta, e mai nessuno te la negherà, e mai nessuno ti chiederà dei soldi. Alla fine l’acqua gratis del Giappone è acqua del rubinetto, nulla più. La differenza è che in Giappone ti arriva per default, in Italia la devi chiedere. Ma la gente si vergogna a chiedere. Quindi l’acqua del rubinetto non si paga ne in Giappone ne in Italia.
    Poi, se mi permetti, io le buste le pago 2 yen al Seiyu!
    In alcuni posti invece ho notato un approccio inverso. Non vuoi la busta? 2yen in meno sullo scontrino. E poi l’acqua è radioattiva. Ecco.

    • f. 11 gennaio 2013 a 08:43 #

      Sì, in teoria la questione dell’acqua è come dici, ma nella pratica quasi tutti gli italiani ordinano acqua in bottiglia in automatico. È praticamente una mania, e anche l’acqua filtrata nei ristoranti costa. Invece praticamente in tutti i posti dove si mangia e beve, qui a Tokyo, l’acqua in bottiglia non sanno nemmeno dove stia di casa.
      Il fatto delle borse, sarei d’accordo a farle pagare -care- anche qui in Giappone. L’uso smodato di imballaggi è immorale. Che poi la plastica è radioattiva. Ecc

  8. Fameee 12 gennaio 2013 a 03:15 #

    Mi pare che quando uno straniero fa qualche osservazione sulle caratteristiche del nostro paese si scatena facilmente un atteggiamento difensivo che ci impedisce di riflettere con serenità su difetti e pregi che ci portiamo dietro da secoli. E dei quali sarebbe utile indagare le cause storiche
    Non è questione di chi è meglio o peggio, cioé: meglio la cacca in strada a Napoli piuttosto che Fukushima. Non sarebbe preferibile ragionare in termini di: questo sì e questo no ovunque ci si trovi? Lanciando così qualche indicazione per un possibile mondo migliore?

    • Alberto 12 settembre 2013 a 13:02 #

      Sì, certo, concordo in pieno. C’è da dire che alcune osservazioni non sono delle critiche, ad esempio quella sulla diametralmente opposta tradizione riguardo Natale e Capodanno (che immagino sarà stata spiegata a Yuki) , o dell’assurdità riguardo cimiteri e paura dei morti. Per il resto cervelli accesi, mente aperta, e un po’ di sano amor di patria come fanno tutti gli altri.

  9. Fameee bis 12 gennaio 2013 a 15:13 #

    E cumò fasiti dì ancje lis robis bielis!!!

  10. Fameee bis 12 gennaio 2013 a 15:16 #

    E or ora fatti elencare anche le impressioni positivamente gaudenti!!!

  11. Vera 16 gennaio 2013 a 00:19 #

    Certo che noi italiani appena un non italiano ci fa mezza critica diamo un filo di matto 🙂

    • Alberto 12 settembre 2013 a 13:23 #

      mmm, molto vero… ma hai mai provato a criticare il Giappone o le abitudini giapponesi con un giapponese? Escluso i casi singoli, eh, si parla in generale….

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