Pucciare gli spaghetti

17 Ott

Chi ama la pasta, conosce il cibo giapponese e non si spaventa di fronte al grasso conosce sicuramente i ramen, ciotole di brodo in cui sono immersi i tagliolini. È una pietanza di origine cinese ma che ormai i giapponesi hanno portato a un altro livello di elaborazione (sì, come migliaia di altre cose).

Recentemente, però, più dei ramen si portano gli TSUKEMEN, che sarebbero la stessa cosa, solo che la pasta è servita a parte, fredda, principalmente per evitare che scuocia, e viene tuffata nel brodo caldo prima di essere risucchiata sonoramente. Come tutto quello che esiste, anche gli tsukemen sono stati oggetto di attenzione, libri, classifiche, articoli, numeri speciali di riviste e programmi televisivi. Recentemente c’è anche stato il festival nazionale di questo piatto ad Hamamatsucho, e io ci sono andato. Gli tsukemenari di tutto il Giappone hanno allestito un ristorante in trasferta in questa piazzetta, permettendo di provare più variazioni sul tema pasta, zuppa densa di maiale, guarnizioni aggiuntive, il tutto godendosi lo spettacolo di una girl-band simile alle AKB48, ma che cantava e ballava canzoni dedicate agli spaghetti in brodo.

Fin qui un evento normale, che non mi scomoderei a riportare su pesceriso. Ma in uno di questi ristoranti si fa una cosa che a dirsi sembrerebbe una bestemmia di fronte al papa, per chi ci crede: zuppa di ossa di maiale all’aragosta. Sì, l’aragosta.

Il brodo densissimo, quasi gelatinoso, tipico degli tsukemen era ulteriormente insaporito da un brodetto di crostaceo. Incurante dei tabù alimentari l’ho assaggiato e devo dire che è possibile. Su una base molto corposa di grasso animale che dava le fondamenta del brodo, ho sentito il profumo delicato dell’aragosta. Secondo me si può migliorare il bilanciamento fra i sapori, ma sono contento che qualcuno abbia osato. Certo, c’è da dire che usando l’aragosta e basta si otterrebbe un brodo più buono, e questo rende tutto lo sforzo un po’ insensato, ma insomma a me è piaciuto sapere che si può.

Il ristorante è a Akita

http://takemoto-shoten.com/kodawari/index.html

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