L’estate di pesceriso

22 Ago

Ogni anno quando viene mi ricordo la promessa a me stesso fatta l’anno precedente: mai più un agosto a Tokyo. Non tutto, almeno. Invece poi per impegni, impicci, cose varie ci rimango.

Com’è Tokyo in estate? Se vi interessa saperlo continuate a leggere questo post.

Il caldo è molto umido e costante. C’è tutto il brutto di abitare in una città di vetro, lamiere, cemento e altri materiali che immagazzinano la potenza del sole e te la restituiscono con gli interessi la notte. La temperatura non scende mai. A parte qualche giorno per la ricorrenza dei morti, in Giappone si lavora normalmente in agosto, ai ritmi consueti. Il che sembra straniante, in questa fornace. L’aria condizionata gelida provoca malanni, raffreddori fastidiosissimi, ma senza non si riesce a dormire, e comunque si suda costantemente, torrenzialmente. Andare al mare sarebbe anche possibile, peccato che le località a portata di treno da Tokyo siano dei posti invasi da costruzioni orride, sovrappopolati e secondo me non molto belli nemmeno prima che ci arrivasse il genere umano che comunque ha provveduto a rovinarli.

In estate mi viene la nostalgia dell’Italia e del Mediterraneo. Non a Natale o a Pasqua; in agosto. Sento la mancanza della luce e dell’aria secca, dei colori, della brezza profumata di mare, dei bagni nel Natisone, delle grigliate in giardino, delle scampagnate in montagna o in collina decise all’ultimo momento. Mi manca l’Italia, il mare e anche la Grecia, persino il cibo greco che normalmente non stimo molto (un giorno ho cucinato σουβλάκι e τζατζίκι, chi lo avrebbe mai detto). Per ingannare l’estate di Tokyo ho dei metodi personali come ad esempio usare solo la vespa per gli spostamenti, scorrazzarci di notte per la città, andare ad Asakusa e fare il bagno nella piscina all’aperto, ma bisogna scegliere le giornate giuste altrimenti stare fuori può essere un grosso errore a causa della vampa umida. Poi cucinare, provare ricette e bevande nuove, stare con gli amici e bere birra. Sono evasioni ingenue, che comunque non mi rigenerano come dovrebbero.
O Voi che non passate l’estate in Asia, godete anche per me.


14 Risposte to “L’estate di pesceriso”

  1. Alessandro 22 agosto 2012 a 10:47 #

    Se tu oggi fossi a bologna riconsidereresti la cosa.

    Toglimi una curiosità, quante e quali lingue parli?

    • f. 22 agosto 2012 a 10:51 #

      Non conosco Bologna, ma mi pare di aver sentito che intorno ci sono delle belle colline, il vino e la campagna. Qui no. Quindi mi sento in diritto di frignare anche di fronte a te.
      Un numero imprecisato che varia nel tempo, di cui quasi tutte maluccio.

      • Alessandro 22 agosto 2012 a 11:05 #

        Sì ci sono le colline, che impediscono a qualunque refolo di raggiungere la città. Però hai ragione, è sicuramente meglio di Tokyo.

        Ho chiesto delle lingue perché mi ha impressionato che, a differenza di quasi chiunque, le lingue che conosci hanno alfabeti differenti tra loro. Insomma, parlare inglese francese e spagnolo è facile, giapponese indi thailandese greco e chissà che altro molto meno. Chapeau.

  2. storiediunadonna 22 agosto 2012 a 11:26 #

    Considerando i 42 gradi di ieri, devo dire che, potendo essere da un altra parte, non penso che penserei a Tokio: qui mi contamino comunque parecchio di qualciasi sostanza pericolosa esistente, perchè dovrei venire fin li?

    • Alessandro Antonucci (@antonuccialex) 22 agosto 2012 a 16:30 #

      Credo che a certe latitudini, d’estate si soffra tutti allo stesso modo
      nelle citta’: Milano, Tokio o NY, poco importa.

      PS Per scrivere suvlaki o zaziki non e’ indispensabile sapere il greco …

      • Alessandro 17 settembre 2012 a 14:04 #

        grazie, sono commosso da cotanta sapienza.

        PS città si scrive senza apostrofo, suvlaki si scrive souvlaki e zaziki si scrive tzatziki.

  3. Vera 22 agosto 2012 a 21:25 #

    a Roma si muore di caldo, ma davvero. un saluto sudaticcio e continua a scrivere che è sempre un grande piacere per me leggerti, anche se non commento quasi mai

  4. Vera 22 agosto 2012 a 21:26 #

    anche le tue foto sono bellissime

  5. advgiapponese 23 agosto 2012 a 01:31 #

    Chi, ingenuamente, paragona l’estate italiana (a prescindere dalla città) a quella giapponese e nello specifico a Tokyo, non ha davvero la piu pallida idea di cosa significa vivere qui in Agosto, andare a lavorare tutti i giorni seguendo i ritmi giapponesi, in Agosto, vivere con l’umidità che c’è qui, in Agosto. Forse neanche Pesceristo (che sta sempre piu o meno rintanato nella sua cameretta…). Quindi mi viene da sorridere e vi invidio.

  6. nishangainberlin 23 agosto 2012 a 07:26 #

    al posto di afa io scrivo pioggia per il resto parallelando, uguaglio!

    ..O Voi che non passate l’estate in Asia, godete anche per me… delicius

    http://nishangainberlin.blogspot.de/2012/07/per-tradizione-qua-todo-cambia-solo-la.html

  7. maxtiberiMassimiliano 23 agosto 2012 a 20:20 #

    ehm ehm, 40 gradi a Roma e caldo infernale dai primi di luglio…quest’anno siamo patta e parti🙂

  8. advgiapponese 24 agosto 2012 a 06:03 #

    Si, peccato che a Roma manca l’umidità del 96% e le case fatte di legno, non coibentate.

  9. Fdonni 24 agosto 2012 a 14:07 #

    Sono stato a Tokyo nell’agosto 2009. Ti capisco. Mai sentito un caldo così, mai. Meno male che ci sono le macchinette con le bibite dappertutto. Però ti posso dire un’altra cosa: Kyoto è peggio.

  10. Ilo* 24 agosto 2012 a 15:44 #

    Aspetta, aspetta: cos’hai contro souvlaki e tzatziki?

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