Le piccole guide di Pesceriso: Hiraizumi

27 Ott

La galleria si trova qui

Sabato e domenica ero a Hiraizumi, una località remota del Tohoku nella prefettura di Iwate. Il posto è diventato famoso recentemente perché alcuni reperti della zona sono stati designati come siti del patrimonio mondiale Unesco.
Delle cose che ho visto mi ha colpito un tempio buddista completamente ricoperto di foglia d’oro ma che mantiene una modestia austera, e poi un grande parco che in origine era lo sfondo di un altro tempio ora perduto a causa delle fiamme. L’atmosfera è talmente bella che non si sente nemmeno la mancanza dell’opera dell’uomo, degli edifici antichi, ma a guardare bene si capisce che nel giardino niente è casuale: le piante, gli alberi, il laghetto, le pietre, tutto è disposto in modo straordinariamente armonico, come se la natura avesse voluto compiacere l’occhio dell’uomo. Chi ha composto il giardino, in effetti, ha voluto ricreare in terra una specie di paradiso (il termine giapponese Jodo ha in realtà un significato più vasto) e io ho avuto la netta impressione che in qualsiasi momento del giorno o della notte, con qualsiasi tempo atmosferico, con qualsiasi luce, il visitatore possa godere di una pace profonda.
In qualche modo diabolico gli Hiraizumiesi sono riusciti a dare lo stato di patrimonio mondiale anche a una spianata priva ormai di qualsiasi traccia di edificio o di giardino. Lì sorgeva un tempio simile al Byodoin di Kyoto, ma adesso l’unico modo per esserne suggestionati è conoscere bene la storia e immaginare quello che ci può essere stato. E’ come quando passi a mangiare un piatto con sempre meno condimento, meno ingredienti, fino a che ti ritrovi con un pezzo di verdura cruda e poi neanche quello. Il piacere del vuoto. Ma giuro che non c’entra niente con lo zen.
Per il resto Hiraizumi mi ha regalato delle mangiate di mochi, una pasta di riso glutinoso che avevo sempre guardato con sospetto ma solo perché non avevo mai provato la versione appena fatta, e delle bevute di ottimo sakè locale giustificate dal fatto che le pietanze del Tohoku sono tremendamente salate.
Poco prima di riprendere il treno per Tokyo ho chiesto informazioni sui detriti che c’erano per terra. Il nostro autista mi ha spiegato che il terremoto lì è stato fortino: 7 gradi. Mimando la sua reazione alla scossa è arrivato ad appoggiarsi con le palme per terra come se facesse dei piegamenti.

10 Risposte to “Le piccole guide di Pesceriso: Hiraizumi”

  1. Murasaki 27 ottobre 2011 a 13:10 #

    La tua descrizione lascia davvero trasparire la grande pace di quei luoghi!

  2. gabu 27 ottobre 2011 a 13:22 #

    Spiegami cosa vuol dire Jodo, altrimenti inizio a elucubrare sull’etimologia basandomi sulle 4 parole che ho imparato a Aikido (do = via, principio; jo = bastone di legno, ergo Jodo = la via del bastone di legno? La via del legno?Il principio del bastone?). Ecco.

    • la franca 27 ottobre 2011 a 14:02 #

      gabu la smetti di fare il filologo sul blog del flavio?

    • f. 27 ottobre 2011 a 14:26 #

      Tranquilla, Franka, che me la sbrigo da solo.
      Allora, Gabu. Ovviamente niente di quello che hai detto ha attinenza con la parola. Joudo (浄土) si traduce con terra pura ed è in realtà un concetto filosofico molto importante nel Buddhismo Mahayana.
      Viene inteso come il paradiso personale dei Bodhisattva in cui risiedono e da cui irradiano la loro luce. Quindi si può tradurre tranquillamente con via del bastone di legno, secondo me.

      Visto Franka come l’ho sistemato?

      • gabu 27 ottobre 2011 a 15:51 #

        Sistemato

      • la franca 28 ottobre 2011 a 18:46 #

        rigopolous aka ciccio di nonna papera sarebbe fiero

  3. godai76 29 ottobre 2011 a 09:09 #

    Bella descrizione, e complimenti per le foto, sono veramente splendide…da fotografo amatore pagherei per avere “l’occhio” per fare foto così

    • f. 29 ottobre 2011 a 09:52 #

      Di quanto stiamo parlando qui?

      • la franca 29 ottobre 2011 a 12:24 #

      • godai76 29 ottobre 2011 a 13:55 #

        ahahhaahaha….beh oddio, diciamo il giusto dai😉

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