Essere, donna

15 Set

Io ci vedo una differenza enorme, tra come vivono certe cose le donne italiane e quelle giapponesi.
C’è questa rivista femminile di moda, che si chiama An-An, che ogni agosto fa un numero speciale sulla sessualità. Stavolta l’ho comprato e mi è piaciuto molto. In copertina c’è un ragazzo giovane seminudo, attraente. Mi piace perché costui non è affascinante in quanto potente, elegante, ricco. No, è proprio eccitante sessualmente, è un modello svestito, basta.
All’interno ci sono rubriche su cosa piace e cosa fa eccitare le donne, cosa fa impazzire gli uomini, ci sono racconti erotici piuttosto espliciti e poi una serie di rubriche per migliorare le tecniche dell’accoppiamento e aumentare il piacere fisico. Interessante anche una guida all’autoerotismo femminile che si snoda in vari punti, fino al culmine dell’orgasmo.
Ci sono anche dei consigli per l’acquisto di film pornografici da vedere col proprio fidanzato.

A questo punto potrei scrivere qualche cosa di superficiale e massimalista sulla libertà della donna e dell’uomo qui e là, sulle frustrazioni e le fobie che si respirano nella provincia italiana, ma lascio perdere. Decidere chi è più libero o avanzato è troppo spesso un argomento pretestuoso e violento.
Per conto mio, se dovessi nascere donna preferirei decisamente venire al mondo in Giappone.

26 Risposte to “Essere, donna”

  1. Massimo 15 settembre 2011 a 06:02 #

    Be’! Ricordiamoci sempre che in Italia siamo ancora soggetti all’ipocrita morale cattolica riguardo a tutta la sfera sessuale. E anche quelli che si considerano non cattolici (il termine “laico” usato in questa accezione è quanto di più scorretto si possa usare anche se piace tanto ultimamente) comunque ne risentono per un aspetto di cultura nazionale generale. La cosa imbarazzante è che neanche le altre nazioni cattoliche sono così bigotte e chiuse riguardo alla sessualità come quella italiana!

  2. Jonathan 15 settembre 2011 a 15:46 #

    Poi però il Giappone è il paese dove si fa meno sesso, e con meno soddisfazione, che in qualunque altro paese del mondo. Lo dicono i sondaggi fatti dalla Durex:
    http://goo.gl/ljFgH

    E tra le coppie sposate più di un terzo non fa sesso (questo lo dice una ricerca del ministero della salute giapponese citata in questo interessante articolo del Japan Times:
    http://goo.gl/wxqRm

    A vedere la rivista di cui sopra mi viene il dubbio che anche il rapporto intimo con il partner sia diventato l’ennesima “competenza” da ottenere studiando e leggendo manuali e che forse sia anche per questo che, una volta accalappiato un marito, le donne giapponesi tendano a considerare “una seccatura” il sesso.

    Certa “educazione sessuale” più è esplicita, insistita e dettagliata, più toglie mistero, voglia di scoprire, interesse a una cosa che invece dovrebbe essere più naturale.
    E poi finisce che anche i ragazzi perdono interesse perché la prendono come una “fatica”. Vedi qui
    http://goo.gl/ssbMn
    o qui
    http://goo.gl/2TfMg
    per articoli italiani recenti sulla situazione e altri dati.

    Non è che, al contrario, il tabù rende le cose più eccitanti?

    Io non lo so, ma sicuramente la situazione è complessa.

    • Riccardo 16 settembre 2011 a 01:58 #

      Io sono d’accordo con Jonathan, ma non per via dei sondaggi della durex, ma per esperienza personale, troppi esempi di ragazze che vedono (o vedevano) il sesso come una cosa da fare segnata sul calendario.
      Troppi ragazzi giapponesi ai quali non interessa dare piacere alla partner e troppe ragazze che non hanno mai provato un orgasmo. Manca un po il senso dell’animalesco, c’è disillusione, c’è poca fantasia.
      In italia saremo anche pieni di tabù ma almeno ci sappiamo divertire tra le coperte.
      Poi sta cosa della guida sul giornale, manco fossero ricette, lo vedo un po come l’ennesima commercializzazione giapponese.
      Sinceramente se nascessi donna l’ultimo posto in cui vorrei abitare è proprio il Giappone e il punto di vista sessuale è proprio l’ultimo dei problemi delle donne.

      R.

      • Jonathan 16 settembre 2011 a 07:23 #

        Riccardo ha ragione, anche sulla situazione per niente rosea della donna in molti altri ambiti (vedi sul posto di lavoro).

        Anche la mia è esperienza personale (vivo in Giappone, del resto), ma siccome in uno, due o tre che raccontiamo la nostra esperienza stiamo statisticamente irrilevanti, ho ritenuto più valido riportare sondaggi e ricerche con un maggiore fondamento statistico.

  3. f. 16 settembre 2011 a 11:18 #

    Non sono d’accordo con nessuno di voi.
    E mi fa piacere ricevere commenti che non condivido.

    Riguardo ai sondaggi, secondo me gli uomini italiani sono quelli che aumentano di default il numero di donne che hanno avuto; anche in condizione di anonimato.
    Il fatto che le donne giapponesi si sentano autorizzate a lamentarsi è secondo me un fatto positivo. Ho l’impressione che nel nostro paese l’uomo non abbia la sufficiente autostima per accettare che alla propria donna non bastino le attenzioni sessuali. Temo che ci sia dell’autocensura da parte femminile, l’ennesimo tabù.
    Riguardo alla commercializzazione, ho scritto di una rivista che tratta di un tema qualsiasi e lo fa in modo divertente, leggero. Se parlasse di poesia sarebbe commercializzare la poesia? e se di religione? Potrei andare avanti.
    Se vogliamo preservare la sacralità e l’intoccabilità della sfera sessuale mi chiedo cosa dovremmo pensare noi italiani, così liberi in questo campo, vedendo che quasi tutte le pubblicità in televisione veicolano il messaggio COMPRA QUESTA COSA → OTTIENI L’ENTRATA IN UNA DONNA.
    Io quando torno in Italia mi sento trattato dalla tele come se fossi un maniaco con turbe sessuali compulsive.
    Sulla condizione della donna in Italia e in Giappone mi taccio, che è meglio.

    Insomma l’idea secondo la quale noi maschi italiani siamo grandi amatori, che il tabù fa bene, e che gli altri alla fine non ne capiscono quanto noi mi sembra una bella storiella che fa bene al nostro ego. E fino a quando non ci impediranno di crederlo, salute!

  4. Bonkgirl 16 settembre 2011 a 12:06 #

    io vorrei solo una copia di quella rivista.

  5. Silvana 16 settembre 2011 a 15:29 #

    Ciao a tutti, sono decisamente in accordo con Jonathan e Riccardo. Sono donna, italiana, ho vissuto in Giappone e dico anche io che l’ultimo posto (uno degli ultimi, va’) in cui vorrei nascere e’ il Giappone. Abbiamo tante cose che non vanno in Italia, e noi italiani tanti difetti, ma non conosco una, e dico una, persona, sia essa italiana o giapponese ma residente in Giappone, che non si lamentasse del sesso nella coppia. I giapponesi non hanno mezze misure: pervertiti o annoiati. E la loro meccanicita’ la fa da padrona anche a letto, fidati.

    Ciao.

  6. Is@boh 16 settembre 2011 a 20:25 #

    Se c´era una certezza che avevo del Giappone era proprio la mancanza di parita`fra uomo e donna, e il maschilismo Gia`il fatto che una donna debba cedere il passo e stare dietro a un uomo mi sembra rappresentativo.Rimango colpita da quello che mi dici. Ho conosciuto una Giapponese di Tokyo che mi ha detto tutto il contrario.

  7. Tiger 17 settembre 2011 a 00:14 #

    Quoto di cui sopra.

    Mi risulta che le donne giapponesi facciano uso della pillola anticoncezionale solo per l’1% contro il nostro 14%.Mi risulta,inoltre,che sia di fatto un popolo maschilista che mette in conto che l’uomo debba avere una o più amanti (e loro zitte sotto).
    Peraltro è una leggenda urbana o in Giappone la poligamia è consentita per i maschietti?

    Sarà che ho la fortuna di vivere in una grande metropoli dove usi e costumi sono sicuramente meno rigidi che in provincia;sarà che parlando con moltitudini di amiche ci si confronta su avventure e storie “incredibili” ma credo che la sessualità da queste parti non sia nè più nè meno libera,disinibita e gioiosa che altrove,Giappone compreso.
    Non generalizzarei in nessun senso ma vorrei fare qualche piccola osservazione di parte:

    Se l’indice della mentalità di un popolo potesse essere in qualche modo legata ad i propri film porno…..non che abbia una grande esperienza in merito ma da quel poco che mi è capitato di vedere i porno jappi sono tremendi. Le donne sono sempre violentate,piangono,soffrono,si disperano(che se poi le dimensioni contano vabbè parliamone :-)E al maschio giapponese? Piace vederle soffrire.Non che nei porno occidentali alla fiene ci si sposi ma insomma….avete capito via!

    Nell’ Hina matsuri,la festività giappa delle biambine femmine(3 marzo)è una giornata qualunque e si lavora ma indovinate? In quella dei bambini maschi è festa nazionale,non si lavora!

    Le donne giapponesi sono accondiscendenti,remissive,abbastanza mansuete e sottomesse direi.
    Quanti uomini giapponesi conoscete fidanzati o sposati con donne occidentali? Sicuramente la metà di uomini occidentali fidanzati con donne jappe. Non credo che sia facile per un uomo giapponese avere a che fare con le donne straniere. Non siamo così mansuete e accondiscendenti e se qualcosa non ci sta bene Dio solo sa se lo rendiamo palese e sti gran merluzzi se reagire è maleducazione!
    Credo che ciò intimorisca l’uomo orientale pertanto non sia cosa molto gradita.

    Ho molti amici fidanzati o sposati con donne giapponesi.Lo so non faranno testo ma mi han detto tutit che in effetti le foemine jappe non vedono l’ora di avere a che fare con gli stranieri perchè vengono trattate mooolto meglio.
    Solo io ho la sensazione che quando una giapponese “approccia”un maschio locale abbia la stessa “fame” di una donna che provenga da un paese col P.I.L. nettamente inferiore al nostro?

    Sono d’accordo con te sul fatto che l’immagine della donna proposta dalla nostra televisione sia incommentabile tuttavia sono fermamente convinta che il maschio italiano non sia tutto “stile Berlusconi”. C’e’ si una categoria di uomini della stessa pochezza mentale e culturale;categoria che,come da noi ,si trova anche altrove.

    Sono contenta che tu sia nato “Flavio” e non debba,per questo,scoprire cosa significhi nascere “Flavia” in Giappone, perchè sono fermamente sicura che non faresti un grande affare.Proprio,no.

    Poi visti i tempi se vogliamo fare gli esterofili facciamoli pure ma questo è un altro discorso; per inciso:
    i fascicoli sul sesso li leggevo tutte le settimane su “cioè”^__^
    sicuramente erano disegnati peggio però…

    Scusate la prolissità

    • advgiapponese 17 settembre 2011 a 00:42 #

      Cara Tiger, sei riuscita a dire esattamento un 60% di verità inconfutabile e un 40% di “stereotipo” giapponese all’italiana. Ti espongo il mio parere.

      “Peraltro è una leggenda urbana o in Giappone la poligamia è consentita per i maschietti?” Si, è una leggenda, che gli uomini vadano a mignotte o prendano amanti è un dato di fatto come accade in italia e le mogli hanno più o meno la stessa reazione delle mogli italiane.
      Non so 30 anni fa, ma ora è così.

      “Se l’indice della mentalità di un popolo potesse essere in qualche modo legata ad i propri film porno…..non che abbia una grande esperienza in merito ma da quel poco che mi è capitato di vedere i porno jappi sono tremendi. Le donne sono sempre violentate,piangono,soffrono,si disperano(che se poi le dimensioni contano vabbè parliamone🙂 E al maschio giapponese? Piace vederle soffrire.Non che nei porno occidentali alla fiene ci si sposi ma insomma….avete capito via!” Verissimo, e potrei raccontarti anche di molto molto peggio ma non mi sembra il luogo, però il rovescio della medaglia sta nel fatto che quando vado a comprare i preservativi al sexy shop di akihabara, 6 piani, (solo li trovo i durex), lo trovo sempre pieno zeppo di coppie anche molto giovani che fanno shopping insieme, provando, sperimentando, senza un filo di vergogna o pudicità. Ti sfido a vedere chi c’è in italia in un sexy shop in pieno giorno al centro della città.

      “Nell’ Hina matsuri,la festività giappa delle biambine femmine(3 marzo)è una giornata qualunque e si lavora ma indovinate? In quella dei bambini maschi è festa nazionale,non si lavora!” In giappone c’è una festività ogni settimana (giuro), se si facesse vacanza per tutte non si lavorerebbe più. Se prendi in considerazione poi il fatto che neanche Natale si festeggia…

      “Le donne giapponesi sono accondiscendenti,remissive,abbastanza mansuete e sottomesse direi.” Mezza verità, ma è soltanto un mood di facciata, le donne giapponesi hanno ben chiaro che cosa vogliono fare nella vita fin da quando hanno 8 anni. E ti assicuro che nessuna vuole diventare la serva di nessun marito. Un dato di fatto è che molte donne vogliono semplicemente badare a i figli e governare la casa. Ora qui tante ragazze in carriera storcerebbero il naso, io non ci vedo nulla di male a desiderare una cosa del genre, e se guardassi la tranquillità con cui si vive a Tokyo (specie se non devi lavorare 11 ore al giorno) desidereresti la stessa cosa. Ma ripeto questo sono punti di vista. Sottomissione credo che sia una parola che è stata usata e fraintesa troppo per descrivere il giappone.

      “Quanti uomini giapponesi conoscete fidanzati o sposati con donne occidentali…Credo che ciò intimorisca l’uomo orientale pertanto non … non vedono l’ora di avere a che fare con gli stranieri perchè vengono trattate mooolto meglio.Solo io ho la sensazione che quando una giapponese approccia un maschio locale abbia la stessa “fame” di una donna che provenga da un paese col P.I.L. nettamente inferiore al nostro?” Si, sono d’accordo, che noi le trattiamo meglio è un dato di fatto, gli uomini giapponesi in generale non sono molto romantici e danno poche dimostrazioni di affetto (a dispetto di quello che leggete nei manga). Però è sempre una stima, un punto di vista.

      Forse quello che spero è che un giorno le giapponesi possano diventare un po più europeizzate come mentalità, e le europee un po più giapponesi. (Si, lapidatemi ora…)

  8. Tiger 17 settembre 2011 a 01:58 #

    Grazie per avermi sfatato qualche falso mito di cui in effetti sospettavo la veridicità.

    Non ho avuto grandi esperienze umane con uomini giapponesi ma è anche vero che sono stata in Giappone sempre per poco,da turista e comunque rimango pur sempre una “gaijin” quindi magari non si sbilanciano nemmeno visti i rapporti così superficiali che ci si scambia in un lasso di tempo circoscritto.

    mah…. all’estero ho visto moltissimi Italiani nei sexy shop in pieno giorno. E’ che qui non ne fanno di così carini come all’estero…. che poi dai che anche qui stiamo migliorando^^

    Rimango dell’idea che nascere foemina in Giappone non sia un vantaggio e a questo proposito sarei curiosa di conoscere il punto di vista di Flavio riguardo l’educazione sentimentale dell’uomo giappo e relative impressioni e/o testimonianze su cosa pensano le femmine jappe (in generale)riguardo i rapporti sentimentali coi loro connazionali.

    Può davvero essere che loro siano più fortunate di noi? Che subiscano meno maschilismo,che siano più amate e considerate di noi,che,appunto,valga di più la pena nascer femmina li che qui? No perchè io non ci credo proprio.

  9. G. 18 settembre 2011 a 08:45 #

    A quanto ne so, da donna che vive a Tokyo (non che mi ritenga una voce autorevole, mi limito a riportare la mia esperienza), posso dire di essere fortunata di non essere nata in Giappone. Vorrei inoltre dire che il discorso della simil-morale cattolica che limiterebbe il comportamento sessuale o il modo di vivere la sessualità di noi italiani mi sembra un po’ superato.

    Trovo parecchio disgustosi “negozi” come quelli che si trovano a Shibuya, in zone dove spesso passeggiano le studentesse liceali, che recano insegne del tipo “Josei asobihoudai” (che indicano che, con una cifra forfettaria, ci si può intrattenere a volontà con le signorine che lì lavorano). Trovo di cattivo gusto i furgoni recanti foto pubblicitarie di night con le foto delle “impiegate” che girano per Shinjuku il sabato sera. Al di là del fatto che mi disgusti chiunque pensi di poter pagare un uomo o una donna con del denaro (sono convinzioni personali), trovo sia estremamente degradante, e qui parlo da donna, vedere cose simili, mentre cammino in pieno centro, poi (e posso assicurare che non sono una bigotta bacchettona).
    Non parliamo poi degli esemplari di gentlemanship che ignorano la propria ragazza per giocare con la psp sulla metro.
    A me non sembra che la donna sia considerata in maniera migliore di quella in cui viene considerata in Italia (dove, certo, in tv ti schiaffano la chiappa della soubrette-starlette di turno, dove il premier – premier a tempo perso, come ci ricorda lui stesso – si fa selezionare le donne come si fa con le mucche, dove se dici che sei incinta il capo comincia a cercare una scusa per licenziarti ecc.).
    Aggiungo che la Maestra Fukuda Keiko, la donna che ha raggiunto il grado più alto nella pratica del judo nella storia, per andare oltre al quinto dan se n’è dovuta andare in America perché per la federazione giapponese di judo non era necessario, per una donna, accedere a gradi più alti.
    Sorvolerò sul comportamento abituale della gran parte dei colleghi del mio ragazzo (giapponese), che a suo dire “lo fanno vergognare di essere uomo”.

    Ribadisco quindi che, in quanto donna, sono contenta di non essere nata in Giappone (sebbene sia consapevole che ci siano posti dove l’esser nata donna sarebbe decisamente più sconveniente) e sottoscrivo ciò che hanno scritto prima di me Silvana e Tiger. Ci tengo poi a precisare che, naturalmente, non considero la totalità degli uomini giapponesi dei beceri, ci mancherebbe.

  10. Anna 18 settembre 2011 a 13:57 #

    Al di là di tutto, quella copertina su una rivista femminile italiana non si vedrà mai e non sto facendo un complimento alle riviste italiane…

    • Tiger 19 settembre 2011 a 18:06 #

      Su Vanity Fair Italia di qualche mese fa c’era Biagio Antonacci nudo.,,,.in formissima devo dire….ma forse tu non parlavi di uomini nudi in copertina vero?

      • Anna 19 settembre 2011 a 21:19 #

        Bhe lui è famoso e ricco, non è certo un uomo qualunque!

  11. Is@boh 18 settembre 2011 a 15:14 #

    Non capisco,perche´mai dovresti tacerti su “la condizione della donna in Italia e in Giappone”?Sarebbe interessante che tu argomentassi in maniera piu´precisa in che cosa consisterebbe la maggiore liberta`di espressione sessuale delle donne giapponesi. Come mi pare di aver capito.Potresti spiegarti meglio?

  12. f. 18 settembre 2011 a 15:25 #

    L’argomento mi interessa molto, devo dire, e una mio post un po’ provocatore e massimalista deve aver stimolato alcuni dei commentatori.
    Quello che mi sorprende, però, è lo scoprire che la mia lettura del Giappone è molto diversa da alcune cose che avete espresso.
    Alcuni delle cose che leggo sono spudoratamente false, ad esempio l’idea che le giapponesi cadrebbero ai piedi di qualsiasi europeo è una baggianata. La quantità di interesse che le donne qui nutrono per gli stranieri è praticamente irrilevante. Il fatto che in genere un occidentale entri in contatto principalmente con questa percentuale infinitesimale spiega l’immagine che se ne ricavi delle donne giapponesi. Devo dire che anzi in generale l’immagine degli uomini non giapponesi non è molto positiva, nella media della popolazione.
    Per il resto potremmo riempire paginate e paginate con esempi presi da film porno, da ambienti di lavoro maschilisti, da lamentele di persone vicine e lontane, ma a che servirebbe?
    Sono convinto che la quantità di disprezzo per la donna, di maschilismo, di prostituzione diretta o indiretta, di prevaricazioni più o meno violente si equivalga nei nostri due paesi. E mi fa orrore in tutti i casi.

    Quello che volevo dire è che in Giappone c’è un mondo di donne che hanno degli spazi di indipendenza più numerosi che in Italia, secondo me.
    Le persone di sesso femminile che mi circondano hanno un potere di scelta piuttosto ampio. Ci sono donne in carriera, donne che aspirano a diventare casalinghe, donne che scelgono cosa studiare, dove lavorare, dove vivere (spesso da sole), dove andare in vacanza da sole, con le amiche, con il ragazzo, con i loro soldi o quelli del marito, come vestirsi, dove divertirsi senza che nessuno si permetta di aprire bocca.
    Ecco, questo è quello che secondo me conterebbe se io fossi nato donna.

  13. Is@boh 18 settembre 2011 a 22:02 #

    Si ma basta varcare un po´le alpi per trovare la stessa liberta` e rendersi conto che non siamo mai usciti dalla preistoria anche perche´in Giappone non c´e`il vaticano.beati loro.

    • advgiapponese 19 settembre 2011 a 04:53 #

      Ma scusate, io non riesco a comprendere una cosa, il problema sembra sempre questo Vaticano, che incombe come una nuvola oscura sulle spalle delle nostre morali italiane. Io non vedo come il Vaticano possa o non possa interferire sulle abitudini e sui tabù sessuali di un intera popolazione. Forse se si incominciasse a pensare meno a quello che dice il vaticano, si potrebbe uscire da questo circolo vizioso di falsa pudicità? Io credo che nessuno però sia disposto a fare il primo passo ed essere giudicato dagli altri. Quello che qui in Giappone è diverso credo sia proprio l’indipendenza che diceva Flavio. Sentirsi liberi di vestirti come ti pare, frequentare chi ti pare ed avere i gusti che ti pare.

      • Tiger 19 settembre 2011 a 19:42 #

        Donne in carriera qui ce ne sono fin troppe, donne che aspirano a diventare casalinghe pure(mi ci metto pure io va), donne che scelgono cosa studiare, dove lavorare, dove vivere e spesso da sole (ci sono eccome), dove andare in vacanza da sole,con le amiche,con il ragazzo,con i loro soldi o quelli del marito, uuuuuuuhhhhfs a pacchi. Come vestirsi, dove divertirsi senza che nessuno si permetta di aprire bocca…..beh ogni tanto qualcuno che rompe c’e’ la mamma,il fidanzo geloso,l’amica invidiosa ma alla fine si fa tutto.Io vado anche al cinema da sola,ai concerti e a far shopping quando mi va. Avoglia.

        Tutto ciò accade quotidianamente e questo perchè non siamo rimasti agli anni’50. Ora dimostratemi il contrario.
        Questo sempre perchè vivo in una grande metropoli dove ci sono mille realtà e la gente bene o male è libera di fare ciò che vuole magari se vivessi in un paesello sperduto avrei di cui lamentarmi.
        ma quesot non lo saprò mai.

        L’unica cosa che ho riscontrato è che qui la gente,in effetti, tende a giudicare come ti vesti,come parli ecc. e te lo dicono in faccia.

        In Giappone ,come nel resto dell’Europa, non ti dice niente nessuno.E’ vero. Ma non sono così sicura del fatto che tra loro,poi,non spettegolino e anche in modo malevolo su questo e su quello il problema è che è sempre difficile capire cosa pensino veramente……Il sorriso è sempre li stampato in faccia ma vai a sapere…..
        e poi preferirei 1000 volte nascere donna qui non fosse per le forme, le gambe e per i denti. Perchè dico quello che penso quando voglio e come voglio.Perchè la mia lingua non è inutilmente complicata col keigo che cambia a seconda delle classi sociali di chi sta sopra e chi sotto. Qui sarà degradante che le donne si prostituiscano per soldi e vestiti ma le ragazzine che in Giappone lo fanno per permettersi una Gucci o una Louis Vuitton? Non mi sembra godano di tutti questi privilegi e poi da donna giapponese come farei con gli uomini?Gli occodentali sono troooooppo più belli,o no?^^

  14. Silvana 20 settembre 2011 a 07:21 #

    Ancora completamente d’accordo con Tiger e anche con G.
    E no, non mi si venga a dire che le donne giapponesi non cadono ai piedi degli occidentali perche’ non e’ proprio vero..
    Per quanto riguarda la liberta’ della donna, F. , davvero non capisco a cosa ti riferisci… sei andato via dall’Italia negli anno ’50? Io, single a 32 anni, in Italia non devo vergognarmi di questo.. come mai la maggior parte delle giapponesi che conosco della mia eta’ sono sposate? E come mai quelle che non lo sono, lo ammettono sempre con imbarazzo? Stiamo scherzando? Non solo non siamo equivalenti, ma da questo punto di vista siamo molto piu’ avanti in Europa.
    Un saluto a tutti!
    Silv

  15. Tiger 20 settembre 2011 a 16:29 #

    Vero vero!

    Scusate la mia “prezzemolpresenza” ma volevo dire un’ultima cosa poi sparisco giuro^^
    Moltissime donne giapponesi camminano appiccicando le ginocchia,le famose gambe a X e strusciando i piedi. Dice che così è più kawaii e somiglia di più al modo di camminare delle bambine. E piace molto ai “loro” maschi…………..dice.
    Io le ho viste,camminano in modo “un pò particolare” portando spesso pure le scarpe alte ma di 2 misure più grandi con l’inevitabile conseguenza di strascicarsele dietro come fossero ciabatte;non è proprio il top dell’erotismo ma degustibus.
    E ultimo ma non ultimo se fossi uomo vorrei rinascere millemila volte nel mio corpo di femmina italica -con sì poca modestia- ma con un bel paio di gambe così🙂

  16. roberto z 21 settembre 2011 a 09:43 #

    dal post è venuto fuori un dibattito molto interesante per i diversi punti di vista e la diversa prospettiva che diverse persone hanno sullo stesso argomento. Tutti gli interventi hanno contributo a fornire una tessera del mosaico e, chi aveva più tessere come Tiger, ha fatto bene ad aggiungerle. Continuerò a dare una sbirciatina qui con la speranza di trovare nuovi interventi. Grazie a tutti

  17. Tiger 25 settembre 2011 a 22:51 #

    E tu caro Robertoz cosa ne pensi?

    Ah! Rinascerei donna in Italia perchè qui esiste il sapone intimo!
    Avranno anche il bidet incorporato nel Water ma con che si lavano? col sapone per i piatti?

    Vuoi mettere la sconvenienza di essere donna oggi senza il sapone giusto?
    Come in America che tutte le volte che mi scordo di portarlo dall’Italia mi tocca ravanare tra gli scaffali ma in mezzo a schiume antifungine e pasticche per contrastare le infezioni, di saponi liquidi specifici neanche l’ombra.
    Ma tanto, come dicono le americane,c’e la carta igienica bagnata……………..ahhh beh!

    • roberto z 26 settembre 2011 a 07:06 #

      mah, cara Tiger, non ho un’opinione netta e proprio per questo trovo interessanti tutti i contributi al dibattito, soprattutto quando sembrano opposti.
      Invece, a proposito dell’igiene intima, mi sono fatto un’idea che temo ti possa inorridire, visto quanto ci tieni al sapone: non basta l’acqua? Considera il valore molto relativo del sapone intimo per il benessere dell’umanità (metà dell’umanità) se lo metti nella prospettiva della storia dei saecula saelorum e in ogni dove del pianeta. Scherzo un po’, però sono per una pulizia più naturale e meno chimica.

      • Tiger 26 settembre 2011 a 14:49 #

        No Caro Roberto a meno che tu non la faccia profumata -come forse i giapponesi sanno fare(?)- l’acqua da sola non basta eh^^
        E proprio perchè son donna lo so bene. Non per essere scabrosa ma in quei giorni se ti pulisci solo con l’acqua significa solo una cosa:che sei ‘na gran zozzona!

        E cmq direi che oltre ad una questione di igiene si può parlare anche di salute visto che prevenire è meglio che curare….poi se loro son contente così buon per loro. Io rinasco qui grazie:-)

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