ゴーヤ

22 Ago

La prima volta l’ho mangiato in India, dove si chiama KARELA. Ha un gusto amarognolo, una consistenza decisa, non è facile da abbinare ma è molto godibile.
Qui in Giappone si chiama Goya e proviene dalle isole di Okinawa, ha cominciato a portarsi qualche anno fa, prima non si trovava nei negozi a Tokyo. Eppure cresce facilmente, io l’ho piantato nel mio terrazzo minuscolo anche per crearmi una tenda verde che mi riparasse dal sole. In poche settimane si è arrampicato e ha dato fiori, foglie e frutti. Tre.
Bisogna raccoglierli prima che maturino del tutto, perché il goya si mangia acerbo, poi la polpa diventa gialla e molle, e i semi rosso vivo.
La preparazione tipica è Goya Chanpuru, una padellata in cui io ho messo carne di maiale, il nostro goya, cipolla, tofu, salsa di soja, miso, uovo e succo di un agrume che si chiama sudachi.
In quanto alla pianta non so fino a quando vivrà, io ormai mi ci sono affezionato e mi dispiacerebbe vederla perire al freddo.

Il Raccolto

Goya Chanpuru

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6 Risposte to “ゴーヤ”

  1. Valeria 23 agosto 2011 a 02:04 #

    Qui in Cina è molto comune e di solito è abbinato con la carne con cui fa un piacevole contrasto. Non è un sapore immediato, la prima volta che l’ho mangiato l’avevo messo fra i cibi da non ripetere ma ora lo trovo piacevole e molto estivo.

  2. ketty 23 agosto 2011 a 06:10 #

    Sei un uomo pieno di amore e sincero stupore per le cose del mondo. Leggere i tuoi post è un grandissimo piacere. Sono felice che Matteo Bordone un giorno abbia scritto di te.
    Un abbraccio,
    ketty

    • Daniela 29 agosto 2011 a 10:35 #

      Come non essere d’accordo, Ketty.

  3. sabina 23 agosto 2011 a 13:22 #

    proverò la ricetta; nel frattempo mi sono appassionata e ho trovato queste informazioni http://en.wikipedia.org/wiki/Bitter_melon: capisco l’uso “medico” che ne fanno i turchi, in quanto endemicamente sofferenti di diabete.
    Da quel che so la pianta è annuale quindi devi raccogliere i semi quando il frutto ha appena iniziato ad ingiallire, togli la polpa esterna, li sciacqui e li metti ad asciugare; a fine inverno si piantano.
    Buone cose

  4. Miss Fletcher 25 agosto 2011 a 17:17 #

    Certo che si imparano sempre cose interessanti qui, io ignoravo l’esistenza di questa pianta così particolare. E speriamo di no, che non muoia, più che ovvio che tu ti ci sia affezionato…datti da fare per difenderla dal gelo 🙂

Trackbacks/Pingbacks

  1. Il terrazzo verde « PESCeRISO - 13 giugno 2012

    […] dei pesti epici, come quelli dell’anno scorso. E poi ho comperato una piantina di goya, che ormai è una tradizione per il fresco che le sue foglie rampicanti mi danno e per […]

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