Diario domenicale

1 Giu

Per me andare a Kamakura è come partire per un piccolo viaggio che sarebbe meglio fare quando non diluvia, ma pazienza.

Rispetto a qualche anno fa mi piacciono molto le rappresentazioni teatrali e tutta l’arte che si pratica su un palcoscenico. Sempre, beninteso, che sia accompagnata dalla musica, senò mi scoccio.
Del Nō, però, sono sempre stato un appassionato amante. Mi piace tutto: i musicisti che stanno in bella vista sul palco e che diventano spettacolo suonando, la crudezza della musica fatta solo di flauto e tamburi, le urla selvagge dei percussionisti, la bellezza incomprensibile, barocca e severa dei costumi e delle maschere, il coro che sembra di stare in una tragedia greca,
e infine il fatto che il Nō sia, parliamoci chiaro, una noia mortale assurda.
A prima vista.
Infatti sarebbe necessario conoscere la storia rappresentata e avere un minimo di dimestichezza con le convenzioni usate. Il Nō richiede molto al pubblico, eppure più di una volta mi è capitato di vedere platee in lacrime, commosse alla fine di una recita.

Ogni anno in questa stagione fanno il Nō a Kenchoji, un tempio Zen di Kamakura. Quest’anno la vicenda era tratta dal Geni Monogatari: una donna, ingelositasi, esce dal suo corpo in forma di demone e possiede la moglie del principe. Tutta l’azione è imbevuta di magia, buddhismo esoterico, maleficio, esorcismo, esci da questo corpo! mai!

Al mio arrivo al tempio incontro dei bambini delle elementari in gita. Sono molto più esaltati dall’incontro con me che dalla visita a tutto il complesso ligneo che gli sta davanti. Mi intervistano come compito per il maestro di inglese, io faccio finta di non parlare giapponese, foto finale, ciao.
All’interno del tempio, prima dello spettacolo, si mangia nel refettorio dei monaci. Inari zushi e zuppa di verdure. Si sente che gli ortaggi sono di prima qualità, il te è ottimo. E’ bello fare il bonzo.
La mia vicina di tavolata, una signora anziana, attacca discorso, chiacchieriamo.
Manca ancora un’ora, mi siedo in un corridoio che si affaccia sul giardino interno, curato alla perfezione. Rimango per un sacco di tempo imbambolato a guardare piovere sulle tegole di rame, i pini, lo stagno artificiale a forma di carattere che significa anima, i cipressi, gli uccellini, gli usignoli che non si vedono.ma canticchiano. Piove sull’umidità in generale, io rimango inscemunito ad aspettare ogni cambiamento nell’intensità delle gocce, nella luminosità del cielo grigio, mentre in lontananza si sente il flautista che scalda lo strumento e fa esercizio.
Nella sala centrale l’abate ci fa recitare un sutra tutti insieme e poi comincia il Nō.

http://www.youtube.com/watch?v=cplRHfLfMTM&feature=related

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5 Risposte to “Diario domenicale”

  1. Valentina 1 giugno 2011 a 07:25 #

    ciao flavio, ti seguo da quando hai creato (finalmente) questo spin off dai post sul blog di matteo bordone, ma non ti ho mai commentato prima. oggi però cedo al mio stato di lurker per via del teatro No, mi è venuta in mente una parte di “metafisica dei tubi” di amélie nothomb, e visto il suo legame con il giappone mi chiedevo se l’avessi mai letta. i suoi libri (quelli biografici) hanno quasi tutto a che fare con il giappone e sono molto divertenti.

    • f. 1 giugno 2011 a 07:48 #

      Ciao,
      grazie.
      No, non ho mai letto niente della Nothomb.

  2. Andrea 1 giugno 2011 a 08:09 #

    fai delle foto da mozzare il fiato.

  3. gnu 1 giugno 2011 a 22:49 #

    La metafisica dei tubi è bellissimo, però la nothomb è diventata la caricatura di se stessa, vestita sempre con quell’ambaradan da halloween

  4. Elle 9 giugno 2011 a 09:05 #

    o Pesceriso grazie per queste momenti di grazia pura, mai avevo visto uno spettacolo di teatro No e poi adoro tua prosa , mi commuove o mi fa sorridere terribilmente. Non sapevo amare il giaponne prima di averti incontrato, poi hai un modo particolare per fare sentire tue impressione. Amo il ritmo delle tue passi. (no come il passo del conquistatore qui pensa solo ad accumulare le spazi)
    Mi scusa si manipolo la tua lingua con troppo fantasia ma non sono italiana.

    Per Gnu : non si giudica una eprsonne su il suo modo di vestirsi penso :))))

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