L’odore

23 Mag

Domenica ho visitato una mostra che sta quasi per finire, all’università delle arti di Tokyo. Si chiama KAORI che significa profumo, e parla del rapporto che i giapponesi hanno avuto per secoli con l’odore artificiale, quello prodotto dall’uomo.
Come molto spesso capita nelle mostre giapponesi, si va per guardare le opere d’arte ma anche molto per leggere e imparare la storia, scritta su pannelli onnipresenti; quindi per un visitatore occidentale la quantità di pezzi d’arte potrebbe apparire esigua, ma secondo me era ben bilanciata.
Si parte dall’uso di incenso (prodotto con legni profumati provenienti dal sud est asiatico) per onorare la religione di Buddha, nell’ottavo secolo, per poi vedere dilagare il profumo presso i samurai e infine tra i borghesi. Tra gli oggetti in esposizione mi hanno colpito i poggiatesta di legno, cavi per metterci l’incenso che profuma i capelli, e delle intelaiature per i vestiti che allo stesso modo funzionavano da bracieri profumanti.
Il godere dei diversi profumi a un certo punto era diventata un’arte come quella che si esprimeva nella cerimonia del te o della composizione floreale. Ovviamente i contenitori per gli “ingredienti” di questa disciplina raggiungono vette di eleganza assoluta. Mi ha colpito, però, che per produrre i diversi afrori i giapponesi non usassero essenze floreali, come mi sarebbe sembrato naturale, ma piuttosto diversi tipi di legno, rizomi e altre sostanze.
L’ultima parte della mostra porta una cosa già volatile di suo alla sua sublimazione totale: fa vedere, cioè, delle stampe e dei dipinti che parlano, o a volte semplicemente alludono al profumo. Ci sono ritratti di donne famose per la gradevolezza dell’odore corporeo, donne che si profumano i capelli e donne che ammirano i fiori nella notte.
Ma questa è la stampa che mi ha colpito più di tutte

Appena l’ho vista ho percepito un tale livello di erotismo che mi ha quasi eccitato. Ho scoperto poi che il suo autore, Suzuki Harunobu, è stato un famoso artista dedito, tra le altre cose, alle stampe licenziose dette shunga.

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7 Risposte to “L’odore”

  1. Vera 23 maggio 2011 a 15:15 #

    davvero bella

  2. Massimo 23 maggio 2011 a 15:32 #

    Molto bella la stampa. Poi comunque, il rapporto con i profumi è molto ben illustrato nella “Storia di Genji”. Ed effettivamente lì il protagonista non parla mai di preparazioni con fiori. Curioso veramente questa cosa.

  3. Anna 23 maggio 2011 a 18:29 #

    Già solo il fatto che in Giappone esista l’università delle arti fa comprendere quanto siano civili LORO

    • f. 24 maggio 2011 a 10:10 #

      Sì, non ci si pensa, ma in Italia non esiste l’università in cui imparare a suonare, dipingere, cantare, scolpire…

  4. Silvana 24 maggio 2011 a 14:28 #

    Ciao1 Sto provando a leggere cosa c’e’ scritto sulla stampa, ma proprio non riesco.. ne hai un’idea?
    Grazie mille in anticipo!
    S

  5. Matteo G. 24 maggio 2011 a 19:16 #

    E’ passato parecchio tempo dal mio ultimo commento, ma continuo comunque a leggere le tue parole anche senza lasciar tracce.
    Mi piacerebbe molto se ci fosse da queste parti un maggior numero di mostre dedicate al Giappone, ma purtroppo a Torino esiste solo una ristretta esposizione di opere-sculture-armature al MAO (Museo d’Arte Orientale).
    I miei studi proseguono, gli esami di Giapponese passano e il momento in cui verrò in Giappone lentamente si avvicina.

    Continua a scrivere: hai una nutrita selva di lettori!

  6. gnu 24 maggio 2011 a 21:42 #

    Suzuki Harunobu,, sono andata a vedere, a me piace questa

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