Göbbels, forse, tutti i torti non li aveva

20 Apr

Dalla sera del terremoto gli inserzionisti televisivi hanno bloccato tutte le pubblicità, non sarebbe stato molto utile per l’immagine di un marchio  reclamizzarlo cinicamente durante un’emergenza di quella portata. Sì, ma negli intervalli delle dirette dagli studi e degli inviati cosa far passare? Le pubblicità progresso hanno tappato i buchi per settimane. Ce ne sono quattro o cinque che ci hanno martellato, ma questa è la più accattivante.

Usando dei giochi di parole propugna il messaggio che usando spesso le espressioni di saluto, di ringraziamento e in generale la cortesia, è più facile fare nuovi amici.
 Non c’è giapponese che nell’ultimo mese non abbia visto questo spot almeno un centinaio di volte, esce letteralmente dalle orecchie di chiunque, anche perché ha continuato ad andare in onda anche dopo che le pubblicità di prodotti sono tornate ad affollare i programmi televisivi.
 Ora uno si aspetterebbe che questa imposizione avesse sfinito tutti, che tutti ormai odiassimo a morte la pubblicità progresso e a questo punto anche la cortesia in generale e quelle maledettissime espressioni gentili corredate da animaletti odiosi che ne sono evocati tramite un gioco di parole. 
Invece no. Almeno, non sempre.

Una parte considerevole di pubblico ormai ne è schiava, ne ha bisogno. In giro si sentono usare gli stessi giochi di parole, e a volte sento addirittura cantare il motivetto, soprattutto quando la gente beve e perde i freni inibitori. 
Come è possibile che somministrando a forza una qualsiasi cosa poi le persone ci si abituino e comincino a volerne appena questa gli viene tolta? Non ho mai studiato questi meccanismi, ma ho il sospetto che la pubblicità, quasi senza eccezioni, faccia leva su questo istinto umano del loop, di un sentimento di tranquillità mantenuto dalla ripetizione di alcune formule.
 Tutto questo mi ha fatto paura, anche perché io stesso, a volte, canticchio la canzone inconsciamente e lo stesso fatto che ne stia parlando qui sul mio blog vorrà pur dire qualcosa.

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7 Risposte to “Göbbels, forse, tutti i torti non li aveva”

  1. Anna 20 aprile 2011 a 14:22 #

    Forse è perchè durante le emergenze ci si accorge che anche le cose più insignificanti, ma che non provocano dolore, in fondo un senso ce l’hanno…

  2. Guido 20 aprile 2011 a 14:32 #

    da noi a lezione di nihongo lo hanno usato la volta scorsa! 🙂

  3. Silvia 20 aprile 2011 a 15:01 #

    Forse quelle pubblicità sono state percepite come un elemento rassicurante in un momento di grande instabilità per cui sono diventate familiari e inducono attaccamento piuttosto che noia.
    Non credo che tutti i loop creino lo stesso effetto: nelle nostre stazioni passano per giorni e giorni le stesse pubblicità (sempre nello stesso ordine e intervallo) e ti garantisco che già al secondo giorno vien voglia di spegnere i televisori che le trasmettono!

  4. Sette 20 aprile 2011 a 15:09 #

    Non so il perchè ma a me ha fatto impressione guardarla una volta sola. Non penso riuscirei a tenere la tv accesa sapendo che ogni 10 minuti spunta questo spot.

  5. watanabe 20 aprile 2011 a 15:18 #

    La pubblicità richiede un basso grado di attenzione, è formulata per entrarti in testa e ammaliarti quanto basta. Il fatto di essere ripetuta in continuo non fa altro che entrare nel subconscio di una persona lobotomizzata davanti la tv.
    In poche parole la pubblicità è un arma di distruzione di massa. 😉

  6. gnu 20 aprile 2011 a 22:11 #

    loop o non loop è veramente carina, l’animaletto verde a sinistra più di tutto,,
    Ciao kemuro, com’era bello quando scoprivo kemuri su freddynice e mi divertivo un po’ a fare domande sceme, sembra un’esistenza fa,,, vorrei poter essere scema ancora senza essere inadeguata, e questo blog con meno lettori e nessuna notizia da raccontare. Forse non si capisce e sembrerà inadeguato comunque,, ma quando apro qui sono così triste. Ciao, fai belle foto quando puoi

  7. P.E. 21 aprile 2011 a 17:30 #

    Il gesto acquisito tramite la ripetizione… le buone maniere che diventano Zen.

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