voragini morali

27 Mar

Due giorni fa Yuki mi ha fatto leggere un articolo che parla della gestione dei lavoratori nelle centrali nucleari. E’ del 2003, lo ha scritto un corrispondente spagnolo di “El Mundo”, David Jimenez.
Questa è la versione in giapponese e questa quella in spagnolo. Se ne trovate una versione italiana, fatemela avere.
E’ confortante la preparazione e la cognizione di causa con cui scrive questo giornalista, che adesso sta documentando sempre per la stessa testata la situazione di Fukushima, sapendo bene di cosa parla.
La questione è semplice: per i lavori poco qualificati e pericolosissimi nelle centrali nucleari vengono impiegati poveri disperati, spesso ignari dei rischi che corrono, male addestrati e con protezioni insufficienti.
Se uno ha vissuto in Giappone con un minimo di curiosità, l’esistenza di questo mondo non è una sorpresa. Qualche tempo fa ho aiutato un fotografo che voleva saperne di più riguardo al mondo del lavoro precario nella zona di Tokyo, e siamo andati a intervistare sindacalisti, operatori sociali, volontari, disoccupati del degradatissimo quartiere di Sanya, monaci buddhisti che distribuiscono cibo. Il quadro che ne è uscito mi ha turbato, e in qualche modo ho cercato di non pensarci troppo in seguito. Il fatto è che -soprattutto dall’inizio dell’ultima crisi economica, ma il fenomeno è sempre esistito- molta parte dei lavori manuali e di fatica svolti in Giappone si basa sul caporalato e sul lavoro a giornata (hiyatoi). Naturalmente questo cosmo ai limiti dell’illegalità è gestito dalle organizzazioni criminali (Yakuza) che hanno sempre potuto contare su una massa di lavoratori dequalificati, disperati e facilmente manovrabili: massa che negli ultimi anni è andata ingigantendosi a causa della crisi. Non mi sorprende la facilità nel trovare gente disposta ad assorbire radiazioni sufficienti per varie vite, in cambio di una paga che altrimenti non potrebbe nemmeno sognare.
Questo meccanismo è un connubio talmente deprimente di cose che odio, che lo avevo ricacciato in un angolo nascosto della memoria. E penso che a molti faccia questo effetto, per questo non se ne parla, soprattutto in Giappone. In questo penso che il ruolo del reporter straniero possa essere prezioso per svelare i meccanismi malsani che i locali ormai ritengono “naturali”.
Poi, di fronte a operazioni come questa, continuo a pensare che non importa quanta carità fai, rimani un’organizzazione che si basa sulla vigliaccheria e che usa il sistema per stritolare i più deboli.

Una Risposta to “voragini morali”

  1. Simona 27 marzo 2011 a 12:52 #

    Ciao Flavio, Pio D’Emilia ha parlato di questi disperati qui http://demilia.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/03/26/zingari-dellatomo-altro-che-eroi-parla-un-operaio-di-fukushima-costretto-a-rischiare-la-vita/
    Gli spagnoli stanno seguendo bene tutta la vicenda.Per lavoro ho la possibilità di vedere quel che passa nei circuiti internazionali e, molti dei servizi sul grande terremoto del Tohoku e su Fukushima che ho visto sono della Tv spagnola TVE.

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