ritorno alla vita lavorativa

26 Mar

Sono riuscito a svegliarmi mezz’ora prima dell’appuntamento che avevo al lavoro, alle 14:00. Non capisco bene se sono vittima del jet-lag o della stanchezza indiscriminata, comunque l’importante è che la promessa di essere presente a Tokyo questo sabato è stata mantenuta. Mi sento sollevato.

Tokyo è molto diversa dal solito. Non è completamente trasformata, non è nemmeno prostrata, ma sicuramente ha un ritmo diverso. Il risparmio energetico l’ha resa buia, meno rutilante del solito, ma la cosa che mi colpisce di più è il livello bassissimo di decibel che propaga, il silenzio. Oggi ho attraversato due volte il semaforo di Shibuya, un flusso di persone che si incrociano nella confusione del centro della metropoli. I monitor che lo sovrastano sono spenti, e con loro il rumore diffuso dagli altoparlanti. Il risultato è che l’avviso sonoro che dice “è verde, attraversiamo la strada”, che prima sembrava un’eco lontana, adesso risuona fortissimo e tutti lo possono sentire.
Ho anche visto, sempre all’incrocio, dei ragazzi che avevano appoggiato il ghetto blaster (altrimenti detto boom blaster, un registratore portabile degli anni ’80) proprio lì, all’incrocio, e ballavano liberamente la break dance, approfittando della bonifica sonora del momento.
Insomma mi pare che tra gli effetti di questo risparmio energetico ci potrebbe essere una latinizzazione della gioventù nipponica.
Aspetto fiducioso l’aumento delle cene a casa, al posto delle bevute nei locali, e l’usanza del bottellon, cioè le bevute in strada a base di alcool scadente.

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8 Risposte to “ritorno alla vita lavorativa”

  1. Silvy 26 marzo 2011 a 20:49 #

    Leggo da tgcom che il livello raggiunto per Greenpace e’ 7 nella scala Ines. sei proprio sicuro che desideri rimanere stabilmente a Tokyo? Magari puoi tornare per 1 mese… no?

    • Guido 26 marzo 2011 a 23:55 #

      Per il momento il livello delle radiazioni in tutte le prefetture sotto Fukushima continua a scendere costantemente. In Ibaraki da molte parti e’ quasi tornato ai valori del fondo naturale. Tokyo idem. Ovviamente, allo stato attuale… la centrale e’ tutt’altro che sotto controllo.

      • f. 27 marzo 2011 a 00:20 #

        Grazie degli aggiornamenti, Guido.

  2. benedetta 26 marzo 2011 a 21:44 #

    Ho letto un po’ di post. Quello che scrivi, e il modo in cui lo scrivi, è molto bello, mi colpisce il tuo equilibrio. Ti auguro il meglio. Un abbraccio da Venezia.

  3. pasquale d'ascola 26 marzo 2011 a 22:01 #

    OInteressante questo blog e gradevoli le osservazioni e il tono distaccato con cui sono scritte. Mi interessa. Grazie
    Pasquale D’Ascola.Italy

  4. nonsonounapecora 27 marzo 2011 a 14:56 #

    si vive anche meglio, risparmiando un pò…tutti si ricordano con nostalgia delle domeniche dell’austeruty in italia, dove tutto sembrava magicamente tornato “umano”

  5. Tommaso Fondi 27 marzo 2011 a 15:29 #

    Leggo sempre con piacere cio che scrivi. Mi riporta agli anni novanta quando mi aggiravo armato di nikon per le strade di tokyo.
    ho scritto una cosa che su un blog di un caro amico a proposito della mia esperienza della crisi in Giappone.
    Volevo solo sapere cona ne pensi.

    http://www.americanatvblog.com/?p=2422

  6. mogliedaunavita 29 marzo 2011 a 11:10 #

    ma ti piace il ritrovato silenzio? non è meglio della rutilante rumorosità. non smettiamo di essere rumore di fondo per diventare un attimo protagonisti?

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