maido

17 Mar

Qui a Kyoto fa freddo, ma non solo. C’è un sole splendente eppure nevica, una bella metafora dell’atteggiamento beffardo della natura verso questa isola sul Pacifico.
La televisione è l’unico canale da cui arriva la percezione del dolore che sta consumando il nord est del paese. In molte zone devastate ha nevicato, e la visione dei detriti coperti da neve fresca mette sconforto. Molta gente ancora è dispersa e i parenti, gli amici, fanno appelli in televisione a mettersi in contatto con i centri di raccolta. Pochi riescono a non parlare con la voce incrinata dalla disperazione, e io soffro.  Nei centri di ricovero i bambini soffrono di più lo stress, molti perdono l’appetito, si ammalano e sono deboli.

Penso che la questione della lingua sia fondamentale, nella simpatia verso il dolore. Da sette anni vivo, sogno, parlo, rido, mi arrabbio e amo principalmente in giapponese, e sentire piangere in questa lingua mi tocca profondamente. Soprattutto conoscendo il carattere dei suoi parlanti, raramente inclini a lasciarsi  sommergere dal pessimismo.
Almeno arrivasse presto la primavera…

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6 Risposte to “maido”

  1. Andrea Leonardi 17 marzo 2011 a 07:32 #

    Caro Flavio,
    Caro Flavio,
    sto a Kyoto dal 1995, prima come dottorando a Kyodai (filosofia), poi come professore di italiano a un’universita’ privata. Questo tanto per vantarmi un po’, e per stabilire qualche credenziale di “uno che ne sa qualcosa sul Giappone”. Il fatto che la primavera non sia arrivata sembra essere la ragione per cui non c’e’ un alto tasso di radioattivita’ a Tokyo e nella stessa Kyoto. Come infatti saprai, la nube radioattiva fuoriuscita di recente e’ stata trasportata verso il mare dai venti siberiani che ci portano la neve. Se tali venti dovessero cessare e ci fosse un’altra significante fuga radioattiva e’ possibile che buona parte del Giappone, e magari anche la Corea e la costa cinese, registrino livelli alti di contaminazione. Ovviamente tale contaminazione non comporterebbe, per quanto posso capire, grossi rischi per la salute a breve termine, ma si potrebbe verificare un aumento dei casi di tumore a lungo termine, dovuti all’esposizione al cesio. La situazione quindi e’ per ora normale, come dici tu, ma nessuno puo’ sapere cosa succedera’ nelle prossime ore o nei prossimi giorni. Io per ora resto, anche se potrei andarmene senza problemi per qualche settimana, ma tengo le orecchie ben aperte, come anche i kyotesi, che quando gli parli ti dicono chiaramente di essere piu’ preoccupati di quello che fanno vedere.
    Quanto alla veridicita’ delle informazioni in Giappone, la compagnia elettrica di Tokyo ha mentito varie volte in passato, e qualche giornalista giapponese accreditato sostiene che anche il governo in passato (incidente nucleare di Tokaimura) ha mentito al pubblico (vedi il link sotto). Conoscendo la mentalita’ giapponese del “non vedo non sento non parlo” (o 「知らぬが仏」, se preferisci), e sapendo che altri governi in passato hanno apertamente mentito, (si veda per esempio la Gran Bretagna e la mucca pazza, senza arrivare agli estremi dell’URSS e Chernobyl) non ne escludo la possibilita’. Al momento non credo che mentano, ma c’e’ confusione – si veda lo sbotto del primo ministro Kan rivolta alla compagnia elettrica: “Ma che diavolo sta succedendo? Date le notizie in ritardo!” 「一体どうなっているんだ。連絡遅い」). I residenti delle zone evacuate sono piuttosto incavolati con il governo e la societa’ elettrica, e hanno detto piu’ volte davanti alle telecamere che non vogliono essere trattati come pedine da spostare a piacimento senza sapere veramente che cosa sta succedendo. Esperti giapponesi si sono inoltre lamentati, anche sulla televsione pubblica NHK, del fatto che ne’ la compagnia elettrica ne’ il governo hanno rilasciato dati sulla natura del materiale radioattivo fuoriuscito, informazione indispensabile per la prevenzione e la terapia, e che a quanto dicono e’ nota ai tecnici appena dieci minuti dopo la fuga del materiale.
    Sono d’accordo con te nella valutazione positiva del Giappone e della reazione dei giapponesi alla catastrofe, ma dopo essermi scontrato varie volte con il “muro di gomma” della societa’ giapponese, ne vedo anche con chiarezza gli aspetti negativi. Nel caso in questione, sembra proprio che ci siano delle grosse negligenze dietro al fallimento dei sistemi di raffreddamento della centrale di Fukushima, e voglio proprio vedere come si muovera’ il governo quando l’emergenza sara’ finita. Cercheranno di individuare e denunciare le responsabilita’, o faranno solo finta, mascherandosi dietro all’idea di responsabilita’ diffusa e collettiva, senza prendere veri provvedimenti?
    Per quanto riguarda i media italiani, ho appena mandato una mail – in tono semi-incavolato – al direttore e allo staff di repubblica, chiedendo che la piantino di mettere in prima pagina Web titoli allarmistici senza riscontro nel contenuto reale delle notizie – indicando un esempio concreto di tale deplorabile comportamento. Forse non lo leggeranno neppure, ma almeno ci ho provato.
    In ogni caso, Flavio, lieto di fare la tua conoscenza virtuale. Finche’ sei a Kyoto se hai bisogno di qualcosa o vuoi fare due chiacchiere, durante il giorno mi puoi generalmente trovare a 京都外国語大学, telefona al 322-6012 e chiedi di イタリア語学科のレオナルディ先生.
    AndreaSono d’accordo con te nella valutazione positiva del Giappone e della reazione dei giapponesi alla catastrofe, ma dopo essermi scontrato varie volte con il “muro di gomma” della societa’ giapponese, ne vedo anche con chiarezza gli aspetti negativi. Nel caso in questione, sembra proprio che ci siano delle grosse negligenze dietro al fallimeto dei sistemi di raffreddamento della centrale di Fukushima, e voglio proprio vedere come si muovera’ il governo quando l’emergenza sara’ finita. Cercheranno di individuare e denunciare le responsabilita’, o faranno solo finta, mascherandosi dietro all’idea di responsabilita’ diffusa e collettiva, senza prendere veri provvedimenti?
    Perr quanto riguarda i media italiani, ho appena mandato una mail – in tono semiincazzato – al direttore e allo staff di repubblica, chiedendo che la piantino di mettere in prima pagina Web titoli allarmistici senza riscontro nel contenuto reale delle notizie – indicando un esempio concreto di tale deplorabile comportamento. Forse non lo leggeranno neppure, ma almeno ho provato.
    In ogni caso, Flavio, lieto di fare la tua conoscenza virtuale. Finche’ sei a Kyoto se hai bisogno di qualcosa o vuoi fare due chiacchiere, durante il giorno mi puoi generalmente trovare a 京都外国語大学, telefona al 322-6012 e chiedi di イタリア語学科のレオナルディ先生.
    Andrea

    http://www.alternet.org/environment/150212/japan%27s_tsunami%3A_human_failings%2C_not_nature%27s_power%2C_are_the_real_calamity/

    • Andrea Leonardi 17 marzo 2011 a 07:36 #

      Flavio, vedo che c’e’ qualche problema nel testo. Te lo rimando, sperando che arrivi bene.

      Caro Flavio,
      sto a Kyoto dal 1995, prima come dottorando a Kyodai (filosofia), poi come professore di italiano a un’universita’ privata. Questo tanto per vantarmi un po’, e per stabilire qualche credenziale di “uno che ne sa qualcosa sul Giappone”. Il fatto che la primavera non sia arrivata sembra essere la ragione per cui non c’e’ un alto tasso di radioattivita’ a Tokyo e nella stessa Kyoto. Come infatti saprai, la nube radioattiva fuoriuscita di recente e’ stata trasportata verso il mare dai venti siberiani che ci portano la neve. Se tali venti dovessero cessare e ci fosse un’altra significante fuga radioattiva e’ possibile che buona parte del Giappone, e magari anche la Corea e la costa cinese, registrino livelli alti di contaminazione. Ovviamente tale contaminazione non comporterebbe, per quanto posso capire, grossi rischi per la salute a breve termine, ma si potrebbe verificare un aumento dei casi di tumore a lungo termine, dovuti all’esposizione al cesio. La situazione quindi e’ per ora normale, come dici tu, ma nessuno puo’ sapere cosa succedera’ nelle prossime ore o nei prossimi giorni. Io per ora resto, anche se potrei andarmene senza problemi per qualche settimana, ma tengo le orecchie ben aperte, come anche i kyotesi, che quando gli parli ti dicono chiaramente di essere piu’ preoccupati di quello che fanno vedere.
      Quanto alla veridicita’ delle informazioni in Giappone, la compagnia elettrica di Tokyo ha mentito varie volte in passato, e qualche giornalista giapponese accreditato sostiene che anche il governo in passato (incidente nucleare di Tokaimura) ha mentito al pubblico (vedi il link sotto). Conoscendo la mentalita’ giapponese del “non vedo non sento non parlo” (o 「知らぬが仏」, se preferisci), e sapendo che altri governi in passato hanno apertamente mentito, (si veda per esempio la Gran Bretagna e la mucca pazza, senza arrivare agli estremi dell’URSS e Chernobyl) non ne escludo la possibilita’. Al momento non credo che mentano, ma c’e’ confusione – si veda lo sbotto del primo ministro Kan rivolta alla compagnia elettrica: “Ma che diavolo sta succedendo? Date le notizie in ritardo!” 「一体どうなっているんだ。連絡遅い」). I residenti delle zone evacuate sono piuttosto incavolati con il governo e la societa’ elettrica, e hanno detto piu’ volte davanti alle telecamere che non vogliono essere trattati come pedine da spostare a piacimento senza sapere veramente che cosa sta succedendo. Esperti giapponesi si sono inoltre lamentati, anche sulla televsione pubblica NHK, del fatto che ne’ la compagnia elettrica ne’ il governo hanno rilasciato dati sulla natura del materiale radioattivo fuoriuscito, informazione indispensabile per la prevenzione e la terapia, e che a quanto dicono e’ nota ai tecnici appena dieci minuti dopo la fuga del materiale.
      Sono d’accordo con te nella valutazione positiva del Giappone e della reazione dei giapponesi alla catastrofe, ma dopo essermi scontrato varie volte con il “muro di gomma” della societa’ giapponese, ne vedo anche con chiarezza gli aspetti negativi. Nel caso in questione, sembra proprio che ci siano delle grosse negligenze dietro al fallimento dei sistemi di raffreddamento della centrale di Fukushima, e voglio proprio vedere come si muovera’ il governo quando l’emergenza sara’ finita. Cercheranno di individuare e denunciare le responsabilita’, o faranno solo finta, mascherandosi dietro all’idea di responsabilita’ diffusa e collettiva, senza prendere veri provvedimenti?
      Per quanto riguarda i media italiani, ho appena mandato una mail – in tono semi-incavolato – al direttore e allo staff di repubblica, chiedendo che la piantino di mettere in prima pagina Web titoli allarmistici senza riscontro nel contenuto reale delle notizie – indicando un esempio concreto di tale deplorabile comportamento. Forse non lo leggeranno neppure, ma almeno ci ho provato.
      In ogni caso, Flavio, lieto di fare la tua conoscenza virtuale. Finche’ sei a Kyoto se hai bisogno di qualcosa o vuoi fare due chiacchiere, durante il giorno mi puoi generalmente trovare a 京都外国語大学, telefona al 322-6012 e chiedi di イタリア語学科のレオナルディ先生.
      Andrea

    • f. 17 marzo 2011 a 07:38 #

      Caro Andrea,
      grazie per le informazioni. Mi sembra che nel complesso siamo d’accordo. Mi hai dato un motivo per ringraziare il freddo!
      Ci sentiamo e ci riaggiorniamo,
      a presto,
      Flavio

  2. Andrea Leonardi 17 marzo 2011 a 08:52 #

    Caro Flavio,

    un aggiornamento che mi sembra importante. Ho parlato con una persona formalmente collegata al consolato di Osaka – non faccio nomi tanto per eccesso di scrupolo – che mi ha detto di avere letto rapporti confidenziali di ambasciate europee con tecnici nella zona del disastro, e di avere parlato con un professore universitario italiano di fisica che vive da queste parti con famiglia – idem per il nome.
    Il messaggio sembra essere che il pericolo e’ molto inferiore a quello strombazzato dai media occidentali, e a Kyoto non ci dovrebbero essere problemi neanche nel caso peggiore, un’esplosione con nube radiattiva trasportata dai venti fino a qua. Il cesio, che come ho scritto prima dicono che causi tumori a lungo andare, e’ un elemento molto pesante che non vola facilmente, e i danni dovrebbero in ogni caso essere limitati a un raggio di circa 50 chilometri attorno alla centrale.
    Non posso garantire la veridicita’ delle informazioni, ma personalmente mi fido in quanto provengono da persone competenti e che risiedono nell’area del Kansai, attorno a Kyoto. se lo ritieni opportuno, falle circolare attraverso il blog.

    Ciao

    Andrea

    • Luciano 17 marzo 2011 a 10:23 #

      Grazie Flavio. E’ vero qui in Italia i toni che riguardano le vicende che si stanno verificando in Giappone rimangono catastrofici, anche se oggi un pò smorzate, per via della festa italiana. Per fortuna che da qualche giorno leggo il tuo post e questo mi ridimensiona notevolmente l’inquietudine che mi pervade. Purtroppo, penso che in giappone ora,qualcosa sia cambiata per sempre. Spero che la vostra fiducia non venga meno propio ora. In bocca al lupo.
      Ciao

  3. valter bertuzzi 17 marzo 2011 a 10:16 #

    Ciao Flavio
    Abito nella provincia di Udine.
    Ho vissuto l’esperienza del terremoto e dei suoi mille morti in Friuli nel 76 (avevo 10 anni).
    Ho vissuto l’esperienza della nube di Chernobil che è arrivata fino da noi nell’86 (20 anni.
    Non ho letto giornali Italiani in questi giorni e non ho guardato telegiornali (non ho la tv). Sono pulito dall’immondizia…
    Volevo solo commentare la possibilità che il Cesio possa causare tumori nel tempo.
    Ricordo che nell’86 si sparse la notizia che il tumore dovuto alle radiazioni avrebbe avuto un tempo di incubazione minimo di 20 anni.
    Non ho più dimenticato quel dato e ti assicuro che a partire dal 2006 c’è stato un effettivo e drammatico aumento di casi tumorali nella nostra zona.
    Sono tantissimi veramente.
    Per il resto posso solo dire che ho visto le persone adattarsi e convivere con le peggiori disgrazie.
    Un abbraccio
    Valter

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