Cara Kyoto,

16 Mar

grazie di ospitarmi per il momento, sarebbe stato meglio rivedersi in una situazione più piacevole, ma insomma, dai, siamo qui.
I tuoi abitanti sono allegri e sorridenti, i bambini fanno più casino che a Tokyo. Le hostess dei banchi informazioni parlano con una cadenza che noi a Tokyo associamo alle geisha, le ragazze sono eleganti nei vestiti e nello sguardo. Le commesse a cui chiedo una informazione poi mi inseguono per tutta la stazione per darmene altre dopo essersi consultate con le colleghe a riguardo. Per strada delle ragazzine mi guardano ammiccanti, sorridono e rispondono al mio “ciao!” con un altro “ciao!”, così, spontaneamente. Ma…sono insieme alla mia ragazza!!!
Kyoto, cercherò di godermiti in questi giorni, anche se, sinceramente, già non vedo l’ora di tornare a Tokyo.

3 Risposte to “Cara Kyoto,”

  1. marta 16 marzo 2011 a 09:27 #

    Caro Parisi, sinceramente non abbiamo apprezzato i commenti minimizzanti su panico e radiazioni che lei ha rilasciato a Radio Tre dopo l’intervista al tecnico del Maggio Carrara, visto che Carrara si trova ancora a Tokyo mentre lei giustamente se è andato a Kyoto. Non è mai piacevole ascoltare minimizzazioni dei rischi quando sono altri a correrli. Le ricordo inoltre che i dipendenti del Maggio se ne sarebbero andati volentieri giorni fa, ma gli è stato impedito (con minacce di licenziamento).
    Marta e Lucrezia

    • f. 16 marzo 2011 a 09:41 #

      Care Marta e Lucrezia,
      mi dispiace non esservi piaciuto.
      Il signor Carrara era chiaramente nel panico, cosa che comprendo benissimo.
      Chiunque in un paese straniero (così straniero come il Giappone, poi) dopo un terremoto, senza parlare la lingua si sentirebbe perduto.
      Anche io ho avuto molta paura per il terremoto e sono preoccupato anche ora.
      In questo tipo di situazione, però, mi sembra chiaro che assecondare la paura sia la cosa più sbagliata da fare.
      Se il signor Carrara se ne fosse andato, non avrei niente da dire, come non ho da dire niente su chi lo ha fatto, anzi mi sono allontanato anche io.
      So che ci sono stati molti aerei che sono partiti da Tokyo per l’Italia, e molti non erano pieni.
      Forse meno di me dovreste apprezzare il datore di lavoro del signor Carrara e, a questo punto, il signor Carrara che si è sottoposto a un ricatto, se è come dite.
      Io cercavo solo di alleggerire la pressione psicologica dello stress che fa danni piuttosto gravi a tutti, qui.
      Con stima,
      Flavio

  2. Laura 16 marzo 2011 a 09:33 #

    Casa è sempre casa. E quando sai che “casa” non sta bene vorresti poter essere con lei.. anche se Kyoto è davvero bella.
    Ti leggo da poco, da dopo l’emergenza.. sto recuperando poco alla volta la tua storia e mi sto già affezionando.
    Ti mando un abbraccio!

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